La Roma trionfa in Europa e scoppia una gioia immensa. Le lacrime di Mourinho

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Il 25 maggio 2022 non sarà mai un giorno come gli altri per i tifosi dell Roma. A 61 anni dalla vittoria della Coppa delle Fiere, infatti, i giallorossi tornano a trionfare in Europa battendo (1-0) il Feyenoord nella finale di Conference League. Al triplice fischio è partita la festa all’Olimpico, dove 50mila tifosi hanno visto la partita dai maxischermi, e in città. Un tripudio di bandiere per tutta la notte, fino all’alba, quando i supporters della Lupa sono andati a Fiumicino per accogliere i propri beniamini con la coppa. Una gioia immensa, insomma. L’Italia, dunque, torna a trionfare in Europa a 12 anni dalla Champions League, conquistata dall’Inter in finale contro il Bayern Monaco.

Ecco dunque la grande festa attesa da tanto. Una città, un amore per la Roma, questa squadra che ha sempre sofferto e faticato a dare una gioia ai suoi tifosi, che in città sono tanti, più dei laziali. Festa in ogni quartiere e praticamente non si è dormito per tutta la notte.

Le lacrime di Mourinho sono significative . Lui che ha vinto tutto  ha portato la Roma a questo traguardo importante, dopo 61 anni dalla coppa delle Fiere. Per un tifoso giallorosso come me è bellissimo, un sogno che si avvera. Quando andavo all’Olimpico, con mio zio Marcello, ricordo gli incontri con la Juve, l’Inter ed altre grandi squadre.

Si la città merita una squadra competitiva e le lacrme di mister Mourinho dimostrano che lui ci ha creduto fino alla fine. Ha dato un’anima ad una squadra un pò sbilanciata, disunita. Ha dato una fisionomia di gioco, proprio quando molti tifosi,non solo lo criticavano, dicendo che  aveva quasi fallito e che era un allenatore bollito e invece, come mi ha detto il nostro sindaco, Coletta,  “Mourinho non sbaglia mai una finale”. Ecco, dunque, la gioia sprigionarsi in ogni angolo della nostra regione. Si, perchè quando ero cronista al TG3 Lazio, il compianto Pietro Pasquetti (laziale sfegatato)  mi inviò a Sezze, dove, lo svedese Erikson, nuovo allenatore della Roma,incontro’ i tifosi del club romanista della cittadina lepina. Ricordo anche Nils Liedholm, quando lo intervistai a Formia, in ritiro con la Roma, prima di una partita decisiva. Lo svedese era bravissimo ed è stato un grande allenatore. Ricordi, rimpianti per tante vittorie mancate.

Andreotti fu un grande tifoso romanista, come l’attuale sindaco, Gualtieri, l’on Gasparri e l’ex presidente della Regione, Storace

Il Calcio è questo e quando vedo tutti che urlano mi ricordano la gioventù. Io ora resto più freddo, ma dentro gioisco e ripenso al passato di romanista convinto. Dicevano che Mourinho è freddo e calcolatore e invece ieri ha pianto, perchè anche lui ha capito l’umanità giallorossa. Una tifoseria che deve meritare di più e per questo lui resta, credendo ad un programma, ad un progetto.

Così Di Donato, che ha scelto di rimanere a Latina per altri due anni. Anche lui crede ad un progetto e dice che il calcio è imprevedibile, affasciante e bellissimo, ma anche stressante.

E’ difficile vincere, ma bisogna crederci.

La Roma, dunque, quest’anno ha trionfato in questo torneo ed è giusto godersi questo successo. Muorinho non andrà via. Dice che ha un progetto e almeno per altri due anni deve restare per concretizzare altri risultati, altri traguardi,altre vittorie.


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