Maxi truffa alle assicurazioni in Ciociaria ecco i nomi degli arrestati

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A Finire ai domiciliari l’avvocato Eleonora Testa, Cristiano Rotondo, Cristian Maramao e Sandro Pellegrino. Nei guai anche il fratello dell’avvocato Andrea Dini, morto lo scorso anno

La maxi inchiesta sulla presunta truffa alle assicurazioni che ieri ha portato all’arresto di sette persone ha sconvolto il mondo forense ciociaro. Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Samuel Amari, è scattata dopo la denuncia di alcune compagnie assicurative che segnalavano una serie di irregolarità nella liquidazione di sinistri. A finire agli arresti domiciliari con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla commissione dei delitti di falso, frode assicurativa e ricettazione sono stati Eleonora Testa, avvocato del foro di Frosinone, Cristian Maramao, Cristiano Rotondo e Sandro Pellegrino. Una cinquantina gli indagati a piede libero tra questi anche il fratello dell’avvocato Andrea Dini, deceduto dopo un volo da balcone del suo studio.

Le indagini hanno avuto inizio dopo un esposto che segnalava alla Procura della Repubblica una ramificata attività illecita finalizzata all’ottenimento di indebiti risarcimenti assicurativi, legati al settore dell’infortunistica stradale, mediante utilizzo di false certificazioni mediche che attestavano lesioni inesistenti riportate dai protagonisti dei sinistri stradali.

I risultati dell’indagine facevano emergere una lunga serie di risarcimenti, derivanti da incidenti stradali, ottenuti fraudolentemente tramite uno studio legale che faceva capo all’avvocato Andrea Dini deceduto nel luglio del 2023. Gli elementi raccolti portavano a considerare l’esistenza di un’associazione per delinquere, con tra i protagonisti alcuni professionisti del settore, avente lo scopo dell’indebito ottenimento di risarcimenti, erogati da diverse compagnie assicurative, mediante l’impiego di società fittizie, operanti nel settore dell’infortunistica stradale e in quello delle cure riabilitative post traumatiche.

In tal modo la “fabbrica del falso” produceva certificazioni mediche ortopediche, attestanti lesioni inesistenti e ricevute per cure fisioterapiche, in realtà mai operate, sfruttate a fondamento per la quantificazione degli importi risarcitori anche in incidenti stradali realmente avvenuti, ma con conseguenze molto più lievi di quelle indennizzate dalle compagnie assicuratrici. In taluni casi addirittura aggiungendo il coinvolgimento di altre persone non effettivamente implicate nei sinistri. I risarcimenti ottenuti venivano fatti confluire su conti correnti, accesi pressi istituti di credito ed intestati a soggetti prestanome.Gli stessi membri dell’organizzazione, tutti ex collaboratori dell’avvocato deceduto, assumevano ruoli diversi nelle vicende, talvolta come falsi testimoni o protagonisti di sinistri mai avvenuti, proseguendo la lucrosa attività illecita anche dopo la morte del professionista.

Con tali modalità delittuose, iniziate fin dal 2019, il sodalizio ha realizzato profitti per alcune centinaia di migliaia di euro ai danni delle compagnie di assicurazione, sfruttandole come una sorta di bancomat da cui attingere liquidità all’occorrenza. Le assicurazioni danneggiate hanno presentato querela su tali eventi alle autorità competenti. All’esito dell’articolata attività investigativa, veniva eseguita l’ordinanza dispositiva di misure cautelari personali, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Frosinone, nei confronti di 7 persone, 4 agli arresti domiciliari e 2 all’obbligo di presentazione alla P.G. ed una destinataria della misura interdittiva per nove mesi del divieto di esercitare uffici direttivi di persone giuridiche e di impresa.

( Fonte Frosinone Today )


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