Alitalia, firmato decreto per newco pubblica con dote da 3 miliardi. CGIL : Fare in fretta, si bruciano risorse e 7 mila sono in cassa

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Alitalia, firmato decreto per newco pubblica con dote da 3 miliardi. Cgil: “Fare in fretta, si bruciano risorse e 7mila sono in cassa

Si chiamerà Alitalia Ita. La cifra stanziata con il decreto Rilancio si aggiunge ai 10 miliardi messi sul piatto dal 2008 per tenere in piedi la compagnia. Gualtieri “è il primo passo verso la costituzione di un vettore di qualità capace di competere sul mercato internazionale”. Ma ora il dossier passa a Bruxelles, sotto la lente della commissaria europea per la concorrenza Margrethe Vestager. E serve al più presto un piano industriale.

Nasce finalmente la newco pubblica che dovrà ereditare parte degli asset di Alitalia. Si chiamerà Alitalia Ita. I ministri dell’economia Roberto Gualtieri, delle infrastrutture Paola De Micheli, dello sviluppo Stefano Patuanelli e del lavoro Nunzia Catalfo hanno firmato venerdì sera il decreto che costituisce la nuova società. Per trovare la quadra è stato necessario allargare la composizione del board e inserirci una manager indicata da Italia viva, Simonetta Giordani. Confermata la nomina di Francesco Caio a presidente mentre Fabio Maria Lazzerini sarà AD.

La dote di 3 miliardi prevista dal decreto Rilancio si aggiunge ai 10 miliardi messi sul piatto dal 2008 per tenere in piedi la compagnia.  Gualtieri “la Newco rappresenta il primo passo verso la costituzione di un vettore di qualità capace di competere sul mercato internazionale. Ma i tempi non saranno brevissimi perché ora il decreto dovrà essere convertito in Parlamento. E l’operazione deve avere il via libera di Bruxelles: la commissaria europea per la concorrenza Margrethe Vestager dovrà valutare se le scelte fatte possono essere considerate aiuti di Stato illegali. Sarà valutata la discontinuità rispetto alla vecchia compagnia ma anche gli asset, i dipendenti e la composizione aziendale. De Micheli parla non a caso di una nuova compagnia “in netta discontinuità con il passato e che dovrà giocare un ruolo da protagonista sul mercato europeo e internazionale”, “una grande operazione industriale al servizio del Paese, a sostegno della competitività delle nostre imprese e per il rilancio del turismo italiano”. Catalfo “abbiamo bisogno di una compagnia di bandiera che aiuti l’Italia a ripartire”. E  Patuanelli “in un contesto di mercato quasi azzerato abbiamo la possibilità di consentire un serio sviluppo industriale nazionale nel settore del trasporto aereo”.

“Bene la firma del decreto per la partenza Newco e le nomine del CdA che esprimono anche competenze del settore ma permane la preoccupazione per la complessità della situazione e per i 7mila lavoratori in cigs”, aggiunge il segretario nazionale della Filt Cgil Fabrizio Cuscito, spiegando che “per rendere operativa l’azienda serviranno diversi mesi e nel frattempo si cancellano voli e la compagnia è praticamente ferma”. “Siamo già in ritardo e la situazione, ogni giorno che passa, diventa disperata  e se non si interviene tempestivamente l’operazione di salvataggio potrebbe essere tardiva con il rischio della perdita del lavoro per i dipendenti di Alitalia e dell’indotto”. “Era ora che arrivasse il decreto di costituzione della Newco di Alitalia. Da questo momento inizia una nuova epoca e non bisogna sbagliare mosse a partire dall’elaborazione di un piano industriale ambizioso, che auspichiamo di conoscere al più presto”. dichiara il segretario generale della Fit-Cisl, Salvatore Pellecchia.

Forse è servito il grido d’allarme lanciato dal commissario di Alitalia, Giuseppe Leogrande, secondo cui in cassa ci sono solo 260 milioni.

Fatto sta che il governo emanerà a breve il decreto per costituire la newco che dovrà ereditare parte degli asset della compagnia, a cui ha dedicato 3 miliardi di euro, e nominare il nuovo Cda.

Questa procedura era attesa per giugno, ma è rimasta bloccata per lo scontro in seno ai partiti sui nomi.

Gli unici già designati erano l’AD Fabio Lazzerini, manager interno alla compagnia e il presidente Francesco Caio, che oggi presiede il cda di Saipem, la controllata di Eni per le infrastrutture petrolifere.

La vera sorpresa, come detto, l’unico nome, per così dire, “politico”: si tratta di Simonetta Giordani, già dirigente Autostrade.

L’altra aggiunta è Silvio Martuccelli, professore di diritto civile alla Luiss di Roma, e partner di rilievo dello Studio Chiomenti.

Alessandra Trotta (Giornalista e Scrittrice)


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