Alla Camera dei Deputati la decima edizione della “Giornata Internazionale sul Mediterraneo – Aspetti socio-ambientali” – Il contributo del prof. Luigi Campanella

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Il giorno 8 luglio 2024, presso la Sala Matteotti del Palazzo Theodoli della Camera dei Deputati, si terrà la decima edizione della “Giornata Internazionale sul Mediterraneo”, (https://acrobat.adobe.com/id/urn:aaid:sc:EU:14184de5-be5c-4abb-b917-d9ff28c34b20) con il Convegno «Mare Nostrum – Un mare di pace. Aspetti socio-ambientali del Mediterraneo», al fine di accrescere la consapevolezza sul suo stato di salute e sui vari pericoli che lo minacciano. Tra i vari interventi  tra cui quelli sull’invasione di forme di vita provenienti da mari più caldi del pianeta, sui nuovi rischi meteoclimatici con la comparsa di particolari uragani mediterranei (medicane), sull’erosione delle coste, sulla plastica che danneggia flora e fauna marina, sui danni alla pesca d’altura e miticoltura nostrana, mi è gradito riportare l’intervento del prof. Luigi Campanella, già Preside della Società Chimica Italiana e già Preside della Facoltà di SMFN dell’Università La Sapienza di Roma, su “Il problema della plastica nell’ecosistema mare”: «A luglio si festeggia la Giornata Internazionale del Mediterraneo chiamato dai Romani Mare Nostrum, origine delle culture più antiche ed influenti nella storia dell’umanità, teatro di scambi culturali e commerciali. Il Mediterraneo si collega attraverso lo Stretto di Gibilterra con l’Oceano Atlantico che è la sua unica fonte di rinnovamento e rifornimento di acqua. Il suo punto più stretto è di 14 Km, la sua profondità media si aggira sui 1500 metri, quella massima intorno ai 5000 metri il che lo rende il mare chiuso più profondo del mondo. Bagna ben 15 Paesi, Italia, Spagna, Francia, Grecia, Croazia, Albania, Turchia, Libia, Israele, Siria, Egitto, Algeria e Marocco. La circolazione delle acque è per lo più dovuta ai venti, il che comporta un ricambio di acque, flora e fauna. Il Mediterraneo ha una barriera corallina lunga circa 135 km fra Bari ed Otranto: questo tratto è anche chiamato il mare dei Vulcani. In effetti nel Mediterraneo ve ne sono 13 prevalentemente però tirrenici. Il Mediterraneo soffre di una carenza idrica che di estate arriva al 50 %. Disporre di un mare quasi chiuso quindi più controllabile induce a pensarlo come una preziosa risorsa idrica attraverso le tecnologie di dissalazione, a partire dalla osmosi inversa anche nelle sue versioni più innovative. Oggi l’Intelligenza Artificiale è stata già educata per elaborare algoritmi di distribuzione geografica e temporale delle risorse idriche disponibili capaci di contribuire in misura significativa ad una  loro equilibrata politica. La Commissione Europea partendo da queste opportunità ha pubblicato 2 nuovi strumenti di previsione per migliorare  la preparazione dell’UE alla lotta contro la siccità e la scarsità di acqua. I due strumenti, lo European Drought Impacts Database e lo European Drought Risk Atlas sono a disposizione del pubblico nell’ambito della valutazione dei rischi sulla scarsità di acqua e sulla siccità dello European Drought Observatory. Sviluppate dagli scienziati dei centri di ricerca della Commissione le proiezioni mostrano in quali regioni dell’UE l’acqua diventerà più scarsa che altrove e quali settori economici e sottosettori saranno più colpiti. Le proiezioni suggeriscono  che le siccità si verificheranno più spesso che in passato soprattutto proprio nel Mediterraneo e nell’Europa Orientale. Di conseguenza i rendimenti di alcune  colture potranno diminuire significativamente in alcune aree geografiche. Inoltre le proiezioni suggeriscono che l’approvvigionamento idrico pubblico,compresa l’acqua potabile,potrebbe anche essere sotto pressione nei Paesi nordici come Svezia e Finlandia. Nel settore energetico i livelli di acqua più bassi dei fiumi possono rendere più difficile il raffreddamento delle centrali nucleari in Francia,mentre i rischi di siccità per la navigazione interna possono rimanere significativamente alti in Germania ed aumentare nella regione del Danubio.Il 12 marzo scorso si è aperto il secondo bando per progetti tematici del Programma di cooperazione transnazionale Euro-Med che coinvolge 10 Paesi Europei fra i quali l’Italia  e 4 Paesi dei Balcani interessati dalla strategia di allargamento. Il bando è rimasto aperto fino al 12 giugno e riguarda le priorità 1 e 2 del programma che sono Smarter Mediterranean e Greener Mediterranean. La siccità resta con i cambiamenti climatici in atto un pericolo sotto tutti i punti di vista:sanitario,economico,sociale. Essendo un processo in atto bisogna attrezzarsi per conviverci ed adattarsi ad esso.

Come  sta avvenendo nel mondo e nel Mediterraneo per un altro problema, la lotta ai rifiuti plastici. Per facilitarne recupero e riciclo vengono indirizzati verso le isole di plastica, 5 nel mondo, da dove vengono raccolti. Si calcola che nel Mediterraneo vengano smaltiti 300 mila tonnellate di rifiuti plastici l’anno, 8 miliardi di tonn i rifiuti plastici prodotti, 8 milioni di tonn quelli che finiscono in mari ed oceani. Il riciclo dei materiali plastici, l’unica reale soluzione al problema, non supera il 10% per cui solo con normative più stringenti, come in effetti sta avvenendo in Europa per gli imballaggi plastici e per il monouso si può pensare di contrarre i dati sui rifiuti plastici non riciclati. Si pensi che da calcoli ripetuti fatta 100 la plastica prodotta, la massima percentuale di plastica riciclata da essa non supera il 30 %. C’è poi il nodo degli stili di vita da modificare attraverso educazione e sensibilizzazione dei cittadini più che attraverso atteggiamenti punitivo e pene pecuniarie e detentive più stringenti».

Francesco Giuliano


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Giuliano Francesco, siciliano d’origine ma latinense d’adozione, ha una laurea magistrale in Chimica conseguita all’Università di Catania dopo la maturità classica presso il Liceo Gorgia di Lentini. Già docente di Chimica e Tecnologie Chimiche negli istituti statali, Supervisore di tirocinio e docente a contratto di Didattica della chimica presso la SSIS dell’Università RomaTre, cogliendo i “difetti” della scuola italiana, si fa fautore della Terza cultura, movimento internazionale che tende ad unificare la cultura umanistica con quella scientifica. È autore di diversi romanzi: I sassi di Kasmenai (Ed. Il foglio,2008), Come fumo nell’aria (Prospettiva ed.,2010), Il cercatore di tramonti (Ed. Il foglio,2011), L’intrepido alchimista (romanzo storico - Sensoinverso ed.,2014), Sulle ali dell’immaginazione (NarrativAracne, 2016, per il quale ottiene il Premio Internazionale Magna Grecia 2017), La ricerca (NarrativAracne – ContempoRagni,2018), Sul sentiero dell’origano selvatico (NarrativAracne – Ragno Riflesso, 2020). È anche autore di libri di poesie: M’accorsi d’amarti (2014), Quando bellezza m’appare (2015), Ragione e Sentimento (2016), Voglio lasciare traccia (2017), Tra albori e crepuscoli (2018), Parlar vorrei con te (2019), Migra il pensiero mio (2020), selezionati ed editi tutti dalla Libreria Editrice Urso. Pubblica recensioni di film e articoli scientifici in riviste cartacee CnS-La Chimica nella Scuola (SCI), in la Chimica e l’Industria (SCI) e in Scienze e Ricerche (A. I. L.). Membro del Comitato Scientifico del Primo Premio Nazionale di Editoria Universitaria, è anche componente della Giuria di Sala del Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica 2018 e 2019/Giacarlo Dosi. Ha ricevuto il Premio Internazionale Magna Grecia 2017 (Letteratura scientifica) per il romanzo Sulle ali dell’immaginazione, Aracne – NarrativAracne (2016).