Attentato Parigi; fermato un 18enne reo confesso e altre cinque persone

Il ragazzo, del 2002, non presentava segni di radicalizzazione

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Foto di Pietro Pacciardi

PARIGI – Le vittime, giornalisti dell’emittente francese Première Ligne, sarebbero state colpite da un machete, ma sono fuori pericolo di vita. Due i fermati dalla polizia, in un’aria surreale, sia per la tranquillità con cui la città ha saputo accogliere la notizia, sia per l’inesperienza e l’ammutinamento dei fermati. Il ragazzo è stato bloccato nei pressi di Place de la Bastille, forse intento a camuffarsi nella metro parigina.
L’attacco nasce nel momento del processo per l’attentato di Charlie Hebdo.

Due persone bloccate dalla polizia; un giovane pakistano di 18anni (classe 2002) che avrebbe già ammesso la propria colpevolezza. Il ministro dell’Interno ha parlato chiaramente di atto terroristico islamico. Altri cinque fermi sono stati eseguiti in relazione all’attacco. Tre di questi sarebbero conviventi del ragazzo pakistano.

L’attacco è stato perpetrato davanti all’ex sede del giornale satirico Charlie Hebdo, già teatro del più noto attacco terroristico del 2015 che sconvolse la Francia e il mondo. Oggi l’edificio (essendo la sede di Charlie Hebdo nascosta) è occupato da un’emittente francese.
I tre ragazzi collegati all’attentato sono stati sono stati fermati durante una perquisizione di una delle case occupate dal principale sospettato dell’attacco, a Pantin. I tre uomini sono di nazionalità pakistana e convivono con il 18enne connazionale.
Il pakistano fermato non presenta a segni di radicalizzazione, questo era emerso dal suo affido ai servizi di assistenza sociale per minori. Lo ha reso noto il consiglio dipartimentale della Val-d’Oise. Il ragazzo, fermato poco dopo l’attentato vicino place de la Bastille, era stato preso in carico dai servizi sociali “al suo arrivo in Francia nell’agosto 2018” e da allora “non aveva mostrato alcun segno di radicalizzazione”.
“Si tratta di un atto di terrorismo islamista. E’ un nuovo sanguinoso attacco torno il nostro Paese, contro dei giornalisti”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Gerald Darmanin, commentando l’attentato di oggi davanti all’ex redazione di Charlie Hebdo.
Il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese ha inviato una lettera al ministro dell’Interno francese, Gerald Darmanin, per manifestare la sua vicinanza e la sua solidarietà nei confronti delle persone ferite e del popolo francese.

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