VELELTRI – “La Fns Cisl era presenta oggi alla manifestazione davanti all’Istituto di Velletri, unitamente a tutte le sigle sindacali della Polizia Penitenziaria, proprio per evidenziare la grave situazione di tale sede – identica anche in altre della regione – che vede pregiudicare il piano ferie dovuto proprio per la grave e cronica carenza di personale” si legge in una nota della sigla sindacale.

“Solidarietà espressa durante la manifestazione odierna dal sindaco di Velletri Pocci ed dai consiglieri: Trivellone e Chiarelli.

Vicinanza anche del direttore dell’istituto Maria Donata IANNANTUONO, la quale ha avuto una interlocuzione con le rappresentanze sindacali.

Apprendiamo che il Provveditore dell’Amministrazione Penitenziaria del Lazio, Abruzzo e Molise, Dr. Carmelo CANTONE, lunedi prossimo incontrerà le rappresentanze sindacali c/o la Direzione CC di Veleltri.

Alla manifestazione hanno partecipato, tra l’altro, il segretario generale aggiunto della Fns Cisl Roma Capitale e Rieti, Ugo di Francesco, responsabile sas, Massimo Serretiello ed una delegazione locale.

Attualmente il sovraffollamento nella regione risulta essere di 422 detenuti considerato che n. 5.653 risultano essere i detenuti reclusi nei 14 Istituti del Lazio, dato pubblicato su sito ministero giustizia del 31 maggio 2022, rispetto ad una capienza regolamentare di detenuti prevista di n. 5.231 . Preoccupa il sovraffollamento , tra l’altro, in alcuni istituti : NC CC Rebibbia (+217) ; CC Regina Coeli (+328), NC CC Civitavecchia ( +97) , CC Latina (+ 59), CC Velletri ( + 49), Viterbo ( +47);

Si segnala, altresì, una nuova aggressione avvenuta da un detenuto italiano di 50 anni, in mattinata all’interno dell’infermeria del carcere di Cassino, il quale ha aggredito un Assistente Capo Coordinatore di polizia penitenziaria afferrandolo al collo gettando , peraltro , vari oggetti addosso al medico.

Solo grazie all’immediato intervento di altro personale presente nell’immediate vicinanze dei fatti si è evitato il peggio.

Solo l’altro ieri vi era stata un’altra aggressione avvenuta nel carcere Romano di Regina Coeli- dove l’agente di sezione ha avuto 25 giorni di prognosi per un tantativo di sequestro ad opera di due detenuti.

Per quanto concerne, invece, il personale di Polizia Penitenziaria, dobbiamo evidenziare che mancano, comunque, circa 500 unità rispetto alla pianta organica prevista. Non bastano le circa 100 unità inviate a maggio dal 179 ° corso allievi agenti , ed altre 110 unità a fine luglio al termine del 180 ° corso allievi agenti a sanare la carenza nelle varie sedi.

Da tempo come Fns Cisl, la Federazione Nazionale della Sicurezza Cisl, denunciamo le criticità che gravano sul nostro sistema penitenziario, – temi che devono essere affrontati con un confronto proficuo con il sindacato, attivando misure strutturali, non tampone, per restituire certezze a tutto il personale. Così come è urgente determinare protocolli d’intesa con le Regioni al fine di regolare la non trascurabile e pericolosa gestione, da parte dei colleghi penitenziari, di detenuti affetti da gravi turbe e nevrosi psichiche.

La FNS CISL LAZIO più volte è intervenuta sulle problematiche commesse alle criticità dovute alla gestione di internati da parte della Polizia Penitenziaria- evidenziando come le strutture REMS ( residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza )fossero in numero minore rispetto alle reali esigenze e che da alcune decisioni gestionali era estromessa l’Amministrazione Penitenziaria ( min giustizia ).

L’intervento della Corte Costituzionale con la sentenza n. 22 del 2022,ha dichiarato che vi è necessità dell’applicazione concreta delle norme vigenti in materia di residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza (REMS) nei confronti degli autori di reato affetti da patologie psichiche , poiché, presentano numerosi profili di frizione con i principi costituzionali, che il legislatore deve eliminare al più presto.

Un monito al legislatore affinché si proceda, senza indugio, a una complessiva riforma di sistema, che assicuri assieme:

– un’adeguata base legislativa alla nuova misura di sicurezza;
– la realizzazione e il buon funzionamento, sull’intero territorio nazionale, di un numero di REMS sufficiente a far fronte ai reali fabbisogni, nel quadro di un complessivo e altrettanto urgente potenziamento delle strutture sul territorio in grado di garantire interventi alternativi adeguati alle necessità di cura e a quelle, altrettanto imprescindibili, di tutela della collettività;
– forme di idoneo coinvolgimento del ministro della Giustizia nell’attività di coordinamento e monitoraggio del funzionamento delle REMS esistenti e degli altri strumenti di tutela della salute mentale degli autori di reato, nonché nella programmazione del relativo fabbisogno finanziario».
Esempio sintomatico delle disfunzioni dell’attuale sistema è anche il Protocollo Operativo REMS di Rieti emanato senza il coinvolgimento dell’Amministrazione Penitenziaria-
Attualmente nel Lazio ci sono n. 06 REMS e si trovano a : 01 Ceccano, 02 a Palombara Sabina; 01 Pontecorvo , 01 Rieti e 01 Subiaco.

La Fns Cisl Lazio chiede , pertanto , agli organi competenti immediati ed urgenti interventi atti a risolvere la questione , più volte già segnalata da questa Federazione Nazionale Sicurezza , perché attualmente la gestione ,delicata e complicata , rimane in seno ai soli direttori penitenziari, dirigenti penitenziari del corpo ed al personale di polizia penitenziaria“.


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