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Chiacchierata con il sindaco di Marciana (Isola d’Elba)

Progetti, sogni e aspirazione del sindaco di un piccolo angolo di paradiso

La frazione di Pomonte (Wikipedia)

MARCIANA- In un’insolita domenica piovosa mi sono trovato ad intervistare il sindaco di Marciana, uno dei sette comuni dell’Isola d’Elba (il più grande del parco nazionale Arcipelago toscano). Un gioiello disposto fra mare e montagna, con splendide spiagge sovrastate dal monte più alto della provincia di Livorno, il Monte Capanne, 1019 m s.l.m. e da dove una funivia (o diversi sentieri) conduce ad un belvedere mozzafiato.
Mi ha dato appuntamento ad un bar del paese, proprio sotto il municipio. È un ragazzo dalle poche formalità, si chiama Simone Barbi ed è uno che ispira fiducia a prima vista, di aspetto giovanile e con lo sguardo appassionato di chi ama ciò che fa. Complice il Covid-19, la stagione turistica fa ancora fatica a cominciare, vengo accolto in un tipico bar paesano, popolato da locali e forse nessun turista. Barbi mi offre un aperitivo e si siede con me ad un tavolo in disparte, è piuttosto timido ma anche molto solare.
Decido di farmi raccontare la vita da sindaco, le bellezze e le potenzialità del suo comune e ciò che dovrebbe spingere un turista a scegliere Marciana.
Davanti ad un bicchiere di Aleatico dell’Elba ed ottimi prodotti dell’isola iniziamo questa chiacchierata:

Innanzitutto, raccontiamo ai nostri lettori chi è Simone Barbi?
Simone Barbi è un Marcianese, che dopo un po’ di anni da consigliere comunale ha fatto la pazzia di candidarsi a sindaco, questo è Simone Barbi, amante del territorio in cui vive che ha deciso di mettersi in gioco in prima persona per provare a cambiare le cose

-A questo punto mi chiede di dargli del tu-

Fai il sindaco a tempo pieno?
Chi fa il sindaco nel comune di Marciana deve anche lavorare perché sennò non campa. Le giornate sono metà in banca (è direttore di filiale n.d.r.) e metà in comune. Di solito salvo imprevisti mi concedo un umano riposo il sabato pomeriggio. Oggi per esempio hanno ritrovato due bombe a mano nella spiaggia di Procchio, quindi sono dovuto andare. Un impegno totale dalle 7 alle 22.

-Qui iniziamo a parlare del suo meraviglioso territorio, gli occhi iniziano a brillargli e non nasconde una passione viscerale per la sua terra-

il borgo di Marciana sede del municipio (Per gentile concessione del sindaco Barbi)

Raccontiamolo ai lettori, cos’è Marciana?
Marciana è un comune completo, ha mare e montagna.
È difficile da amministrare, ma offre a chi lo vive e a chi viene in vacanza, la possibilità di sperimentare diverse situazioni: il relax al mare sulla spiaggia, ma anche il territorio e gli ambienti, quindi è una vacanza, se dovessi fare uno slogan “dove il mare è natura”, o una cosa del genere, “Mare e natura”.

-Sorride compiaciuto, sa di avere un tesoro fra le mani, ma raccontando ne prende contezza-

Monte Capanne, 1019 m s.l.m. (Wikipedia)

Noi amministrazione abbiamo come uno dei nostri life motive l’eco-sostenibilità, il turismo ambientale ed eco-sostenibile, abbiamo pochi abitanti ma tanto territorio.

Tutto ciò che è il monte Capanne deve attirare il turista, come valorizzarlo?

Partiamo dal trekking, ci sono tantissimi sentieri e tante ferrate sul monte capanne. Inoltre, abbiamo un’inestimabile vegetazione, mi riferisco ai boschi e ai castagni, ci sono tantissimi castagneti dell’Elba. Sono questi elementi che vogliamo far emergere. Un turista che non solo sia sensibile a farsi una settimana di relax e quindi non vendere, come detto a diversi imprenditori, solo il mare, ma vendere il territorio.
Il mare purtroppo, spesso per motivi di dimensione e accessibilità, viene venduto a costi minori. L’Elba per essere competitiva al mondo d’oggi deve sfruttare tutto quello che ha ed abbinare al mare l’ambiente e l’escursionismo, fattori che ci consentono di innalzare l’offerta turistica.

C’è qualcosa per le mountain bike come nell’anello Rio e Capoliveri?
Ci stiamo studiando, non abbiamo bike park come a Capoliveri dove ci sono eventi nazionali ed interazionali. Possiamo organizzare qualcosa, ma è necessaria la sinergia dei tre comuni (Marina di Campo, Marciana e Marciana Marina) perché i potenziali tracciati sono su questi comuni.

Arriva la pandemia, come è arrivato il virus e come è stato percepito?
A marzo il messaggio di paura è arrivato forte. Come nel resto d’Italia sono state adottate tutte le misure richieste adottate con delle sfumature dovute alle peculiarità del territorio. Inizialmente è stato un forte terrore e paura, per fortuna abbiamo visto che all’Elba ci sono stati solo 13 casi positivi di cui un solo decesso di un soggetto patologico. Gli altri 12 casi sono tutti guariti.
Sotto il punto di vista sanitario l’Elba si potrebbe definire “Covid free”. In questo momento non serve un comportamento di terrore ma di precauzione. Le distanze e i flussi gestiti, il messaggio che passerà dai sindaci è “non vi accalcate in una singola spiaggia, ne abbiamo tante per ospitarvi tutti” evitare di mettere paletti e controlli, sierologici non attendibili. Distribuitevi in tutte le spiagge, anche quelle meno frequentate, dal punto di vista dei km quadrati delle spiagge abbiamo verificato che tutti i turisti della stagione passata si sarebbero potuti accogliere rispettando le distanze. Ovvio, se si vuole andare tutti a Cavoli, tutti a Fetovaia, tutti Procchio, le distanze vengono meno. Cerchiamo di essere intelligenti sotto questo punto di vista.

Come ha colpito il virus dal punto di vista economico?

Dal punto di vista economico, vivendo di economia turistica, che per definizione è un business che genera spostamenti e contatto abbiamo avuto problemi da aprile, la Pasqua. La gente avrebbe iniziato ad aprire e a svolgere il proprio business, cosa che inizia adesso. Il percorso che doveva iniziare ad aprile inizia adesso. Qualcuno ha aperto i primi di giugno, qualcuno aprirà a fine giugno. Conseguentemente 2 mesi di chiusura totale e questo si ripercuoterà sulle casse delle attività e dei tanti lavoratori stagionali che abbiamo. È allo studio dei comuni aiutare, sia con il suolo pubblico, per quanto riguarda il mio comune l’ha già fatto, sia per quanto riguarda la riduzione della TARI.

Nel futuro cosa si può fare per cercare di mettere una toppa sui danni economici che questa situazione ha provocato sul turismo di Marciana?

Qui si può fare una riflessione sul turismo ebano e sul comune di Marciana. Noi concentriamo la stagione in pochi mesi l’anno. Bisogna sviluppare delle modalità di offerta di Elba ai turisti oltre il periodo di punta, l’isola ce lo consente, stare aperti più a lungo e cercare di invogliare i turisti a venire nei mesi ottobre novembre marzo. Agganciandoci al territorio, la natura, la storia, non ci dimentichiamo che l’Elba è l’isola di Napoleone, i Medici a Portoferraio, il medioevo (come la fortezza pisana a Marciana). Sono tutti elementi che opportunamente promossi e valorizzati possono consentire di allungare la stagione e far si che noi non viviamo il turismo da aprile a settembre, ma lo possiamo vivere da marzo a settembre. Facendolo nei settori meno produttrici di flussi come quelli che per definizione sono la cultura e la storia, che si crede non generino un ritorno ma secondo me meritano investimenti, perché possono dare un ritorno e un contributo importante all’allungamento della stagione e far sì che il turismo sia distribuito su tutto l’anno. Questo lo si può fare da subito e stiamo lavorando ma come singolo comune, deve essere una cosa da fare tutti insieme.

 Marciana ha anche un potenziale culturale elevato, ci sono dei piccoli musei, c’è la fortezza, c’è una volontà ed un impegno del comune per far conoscere quella Marciana che è il borgo, che è la Marciana medioevale, che è la Marciana dei piccoli plessi museali?

La mia amministrazione crede fermamente nella valorizzazione della cultura e nel riportare alla luce le tradizioni del territorio, il primo atto che abbiamo fatto è quello di partecipare ad un bando per la riattivazione dell’archivio storico del comune di Marciana che è l’archivio storico più vecchio dell’isola d’Elba, dovremmo risultare tra i vincitori. Crediamo fortemente nella storia, nella cultura e nelle tradizioni, perché li riteniamo gli elementi base per dare un’offerta turistica che sia di una qualità più alta e più competitiva ma anche per far conoscere ai cittadini stessi le nostre origini, quello che eravamo. Prima dell’avvento del turismo coltivavamo tutti la terra, eravamo tutti coltivatori. Tutti i vigneti, i terrazzamenti che si vedono nelle fotografie e che oggi sono spariti, rappresentano il segnale di quello che sto dicendo, l’archivio storico ci consente di ripercorrere quella strada e riportare alla luce la nostra storia, ci vogliamo investire.
Essendo il comune con la maggior estensione all’interno del Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano è un binomio storia ambiente da percorrere. La storia non è molto conosciuta e va fatta conoscere in primis ai nostri cittadini e poi raccontarla, passami il termine, a tutti i turisti. Il comune è fatto di tante frazioni, otto frazioni e vorremmo che queste frazioni non fossero gestite in maniera, anche culturale, isolatamente, ma che facessero rete. È una nostra idea il museo diffuso dell’arte contadina, che vuol dire? Andare a riprendere in ogni frazione quelle che sono stati gli elementi salienti dell’arte contadina (gli attrezzi per esempio, oppure il luogo dove venivano lavati i panni a mano) e creare dei piccoli punti di riferimento in ogni frazione, lo vorremmo chiudere nell’arco dei 5 anni.

La Fortezza pisana medioevale (da Infoelba)

Esiste qualche prodotto eno-gastronomico che riguardi solo il comune di Marciana?
Certo, la castagna è Marcianese, i castagneti di Marciana sono unici nel loro genere. La castagna è il frutto che rappresenta questo paese, se la pandemia ce lo consente a ottobre vorremmo fare la settimana del festival della castagna che si apre con la festa di autunno nel paese di Marciana (l’antico borgo medioevale), continuando nei giorni feriali con escursioni guidate nei castagneti, conferenza tecnica sui castagni tenuta da professori universitari, gara culinaria con il tema della castagna e la “Marcianella” che è una gara podistica di 15 km, per chiudere il tutto con la castagnata di Poggio (altra piccola frazione del comune) la domenica successiva.
Abbiamo anche un sacco di cose riguardate il pescato nelle frazioni a mare come Pomonte, Chiessi e Sant’Andrea. Quindi ci sono anche piatti tipici di mare, ma la castagna è sicuramente un’unicità.

I castagneti di Marciana (da Wikipedia)

Abbiamo finalmente modo di gustare l’aperitivo che la lunga chiacchierata ci ha negato, il sindaco con encomiabile disponibilità continua a raccontarmi del suo territorio; si appella al sindaco di Marina di Campo per l’ampliamento dell’aeroporto, auspica il comune unico dell’Elba e mi racconta un po’ della sua vita.
Ma ciò che sicuramente emerge forte e chiaro dai suoi racconti è l’amore per la sua terra, amore che ha suscitato in me il desiderio di visitare il comune di Marciana nella sua interezza, nei suoi anfratti più celati.
Lo ringrazio e fra le chiacchiere del paese esco dal locale, il sole è tornato a splendere e la quiete dopo la tempesta ci consente di scattare una foto per ricordarci di uno dei tanti amministratori locali che con passione popolano i palazzi civici di questo paese.

Il sindaco Simone Barbi davanti alla porta di ingresso del paese

 


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