Dimissioni dell’Assessore Costanzo. Tripodi scrive al Sindaco Coletta: “ora tocca a Lei”.

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L’amministrazione guidata dal Sindaco Damiano Coletta fa sempre più acqua da tutte le parti. Nelle scorse ore si è dimesso l’assessore al personale Costanzao, dichiarando: “contraddetti impegni ed obbiettivi con i quali ci siamo presentati”.

La lettera rivolta al Sindaco Damiano Coletta (LBC)

 

“Signor Sindaco, mi creda sulla parola, io non ne faccio una mera questione di schieramenti partitocratici , sinistrorsi o destrorsi che dir si voglia, io amo la politica del fare e soprattutto quella del saper fare!
Nella vita si possono realizzare bene tante cose, ma fare il Sindaco di una città è tutt’altro affare.
Per mia forma mentis, nutro un profondo rispetto dei ruoli che la storia assegna a ognuno di noi: Lei, Sindaco della seconda Città Capoluogo del Lazio, Latina, , io, un semplice modesto cittadino che ha a cuore il futurodella propria Città, che mi piacerebbe fosse consegnata alle future generazione certamente più vivibile.
Una città in cui sia possibile vivere, come rispondenza alle normali esigenze di vita, di salute e di serenità. Ragion per cui, non credendo che lei sia il sindaco del “saper fare”, non credendo che lei possa essere il sindaco capace di adempiere a tale compito, le chiedo umilmente, da semplice cittadino, di fare un passo indietro e rassegnare le dimissioni per manifesta incapacità!
Latina intera gliene sarebbe grata. La città è letteralmente allo sbando, nel degrado più totale,come forse non lo è mai stata.
I Cittadini, me compreso, siamo stanchi di sentire le solite inutili giustificazioni, per esempio: “è colpa di chi c’era prima”. Da un anno a questa parte è Lei il Sindaco, glie lo ricordo semmai l’avesse dimenticato.
L’unica cosa che ha saputo fare, sempre dopo oltre un anno, è cambiare nome ad un parco.
Per non parlare di uno dei pilastri del suo movimento/partito LBC, ex Asessore Costanzo, che ha dunque deciso di farsi da parte e la sua non è stata una scelta frutto di uno sfogo improvviso o estemporaneo: “In più occasioni ho fornito le mie motivazioni con parole e atti, ma senza cenni concreti di attenzione da parte di voi tutti”, ha dichiarato.
Ebbene, mi permetto di ricordarLe alcune cose importanti, visto che probabilmente avendo preferito festeggiare una non festa con il Presidente della Camera, Signora Boldrini, ha dimenticato:
I cittadini pagano le tasse per servizi che non hanno, la città è sporca, scarsamente illuminata, e quel che è più grave, poco sicura. Quello della sicurezza può sembrare un problema apparentemente latente, ma in realtà entra giornalmente a gamba tesa nelle cronache delle nostre case e assume una rilevanza primaria in una ipotetica scala di problematiche da risolvere. La micro delinquenza imperversa impunemente in molti luoghi della città. Anche il solo passeggiare tranquillamente con le proprie famiglie è diventata pura utopia.
Questi sono solamente alcuni palesi esempi di problematiche su cui mi soffermo, ma ce ne sarebbero innumerevoli altri sui cui porre l’attenzione. La città dunque appare distrutta nel senso più lato del termine e non si può certamente dare la colpa alle precedenti amministrazioni, poiché di tempo ne è passato da quando Lei e la sua giunta avete iniziato ad amministrare la città. Dunque, fatte tutte queste considerazioni, mi sembra di poter dire che il tempo concesso alla sua amministrazione è scaduto e con esso l’illusione e la speranza che molti, troppi purtroppo, cittadini avevano riposto in lei! Nessun time out è più disponibile, la sua amministrazione se li è giocati tutti sprecandoli clamorosamente!

Il tempo delle attese e <<dell’aspettiamo ancora prima di giudicare>> è finito, poiché il presente è il peggioramento del passato e francamente ciò appare un impresa epocale difficilmente replicabile! Sono certo che nelle sue speranze avrebbe voluto fare di più, semplicemente non c’è riuscito, sia ben chiaro non solo per colpe sue. A tale disfatta hanno contribuito altri “attori” che non starò qui a elencare, ma che i cittadini conoscono perfettamente.
A Lei dunque la scelta: uscire di scena da martire con il classico “non mi hanno fatto lavorare” oppure ammettere di averci provato, ma di non esserci riuscito, ribadendo la sua peculiarità di uomo onesto e non necessariamente legato ad un potere che, per caratteristiche intrinseche, non le appartiene!”.

Per quanto riguarda il nostro ruolo, cari concittadini, non può più essere di apatica attesa, è necessario guardare avanti e non più al passato. Occorrono vere giovani risorse e idee innovative e a scanso di equivoci, non mi sto proponendo per nessun ruolo politico, sia chiaro.

Per cui, come ho fatto in altre occasioni, per quanto mi riguarda demanderò (mi auguro nel più breve tempo possibile) unitamente ai miei concittadini, con il potere del voto, il compito di far rinascere questa città ad altre intelligenze e ad altri validi professionisti di cui è di certo dotata. Adesso tocca a Lei Sindaco: si dimetta!”

 

FERDINANDO TRIPODI

Opinionista e Presidente Associazione Diritti&Legalità


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