I Sindaci in balìa delle toghe: occorre uno scudo penale. Anzi, l’immunità

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Il Sindaco di Crema, Stefania Bonaldi

LATINA- Nessuno più vuol far il Sindaco di una grande o di una media città. Il lavoro è senza soluzione di continuità, quotidianamente esposto al vaglio dei cittadini con responsabilità enormi. La remunerazione, fra l’altro, è inversamente proporzionale a queste ultime.

Il Sindaco di Crema Stefania Bonaldi, città lombarda di circa 34.000 abitanti, ha ricevuto un avviso di garanzia perché un bambino a scuola s’è fatto male ad una mano. Non è certo il primo caso di amministratore pubblico indagato, rinviato a giudizio e persino condannato per fatti non direttamente ascrivibili alla sua persona.

Si pensi ad esempio alla condanna in primo grado di Chiara Appendino, Sindaco di Torino, per i fatti di Piazza San Carlo. Una vicenda che che ha indotto l’attuale primo cittadino a non ricandidarsi, tornando alla sua attività manageriale.

Nessuno vuol far più il Sindaco. Come spiegare altrimenti la difficoltà estrema, nonostante i sondaggi, che ha il centrodestra nel reperire candidati – di peso – per la Capitale effettiva e quella morale del Paese?

D’altronde, in Italia, l’obbligatorietà dell’azione penale è (nella migliore delle ipotesi) a metà fra una balla ed una gigantesca ipocrisia. Lo testimonia assai bene il vaso di Pandora scoperchiato dall’Avvocato Amara, finito agli arresti, sulla cosiddetta “Loggia Ungheria”. O, ad esempio, da ciò che sta avvenendo in Piemonte sulla vicenda della funivia Mottarone. La Procura arresta tre persone. La giudice per le indagini preliminari ritiene di liberare  due degli indagati. Il Presidente del Tribunale esautora pochi giorni dopo la Gip dal fascicolo attribuendolo ad un altra collega. Come dire, se indossi la toga e provi ad essere vagamente garantista e non ti pieghi al circo mediatico-giudiziario, devi essere punito.

Come disse con la consueta lucidità il Presidente Cossiga “la battaglia con la magistratura è stata perduta quando abbiamo eliminato l’immunità parlamentare e fatto leggi sotto dettatura di una associazione tra il sovversivo e lo stampo mafioso come l’Associazione Nazionale Magistrati”.

Dunque, la Politica deve essere “scudata” dalle incursioni emotive quando non politiche di alcune toghe. Occorrono leggi in cui venga rispristinato il primato della Politica sul potere giudiziario. Non soltanto per i parlamentari, ma anche per gli amministratori pubblici (Sindaci, Presidenti di Regione, Consiglieri comunali e regionali) che non possono temere di finire al centro di un indagine, come accaduto a Crema, per la ferita lieve di un bambino in orario scolastico.


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