Il Buongiorno Dell’Amico. I giorni da pecora e da Leoni

Buon giovedì

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Foto Roberto Monaldo / LaPresse 28-08-2019 Roma Politica Quirinale - Consultazioni Nella foto Paola De Micheli, Paolo Gentiloni, Nicola Zingaretti, Andrea Marcucci, Graziano Delrio Photo Roberto Monaldo / LaPresse 28-08-2019 Rome (Italy) Quirinale palace - Consultation In the pic Paola De Micheli, Paolo Gentiloni, Nicola Zingaretti, Andrea Marcucci, Graziano Delrio

Dopo aver letto l’articolo telematico su T.P.I. di Nadia Urbinati, politologa della Columbia University che, in sintesi titola “Fuori i renziani dal PD. Se cade Zingaretti cade il partito” e sentita la telefonata il Sen. Andrea Marcucci ad un “Giorno da Pecora” che commenta il suo post su Facebook: “Sarò l’ultimo dei mohicani, mi piacciono i partiti che hanno le correnti e che discutono” mi sento in diritto di dire la mia. Per un dovere epistemologico e non tanto per la mia iscrizione al PD dal 2014, ma per la mia storia di militanza politica a sinistra, dal ’68 ovvero dalla mia adolescenza. Almeno telematicamente voglio esprimermi, visto che riunioni di partito non se ne fanno nei circoli, causa pandemia coronavirus.

Non ho mai vissuto un giorno da pecora, da studente, da lavoratore nel Servizio Sanitario della Regione Toscana ed ora non intendo deflettere da pensionato. Ognuno che si alza la mattina (se, lapalissianamente, non è morto durante la notte) deve avere coscienza, ricco o povero, vecchio o giovane, uomo o donna, nero o bianco di pelle, di sinistra di destra o di centro, deve sapere che la sua condizione esistenziale è quella che ogni giorno può essere quello buono per salutare  definitivamente in direzione aldilà o altro mondo. Quindi è per me una questione catartica, senza sapere, come tutti, quanto intercorre tra l’alfa e l’omega, vivere almeno con dignità, da leone , credendo fermamente nei valori di equità, di pace e nei principi base dell’ecologia. Data questa premessa filosofica, occorre precisare che non ho mai aspirato ad essere leader o notabile di qualsiasi movimento, partito, sindacato o associazione in cui io sia stato in oltre 50 anni. Dico quello che per convenienza e/o opportunismo, mera bramosia di potere o di controllo di un pacchetto di tessere, altri non dicono:

Mi avete tutti rotto severamente gli zebedei!

Io non odio, non dimentico e non perdono. A leggere i commenti sotto il post citato all’inizio, sul profilo del Sen. Andrea Marcucci mi sembrava di essere in un vomitatoio di tutte le nefandezze possibili compiute dal PD e dal suo Segretario (che sintetizzo con sudditanza ai pentastellati nel governo Conte bis e prossima alleanza con LEU e M5S). Qui siamo di fronte ad una situazione psichiatrica di distonia dalla realtà. Si esaltano, in questi commenti di ultras renziani, le doti preclare di un ex segretario PD e si dipinge l’attuale Nicola Zingaretti come il male assoluto. Questi neo smemorati di Collegno hanno già dimenticato che nel giro di 2 anni, intestardendosi su un Referendum Costituzionale, Renzi ha di fatto dimezzato il consenso del 41 % riportato alle Europee del 2014. Non si accenna al fatto che Renzi abbia messo in campo politiche antipopolari, tanto da farsi odiare prima e poi, sconfitto, anziché abbandonare la politica come aveva, ipse dixit, annunciato, non ha mantenuto la pubblica promessa. Quindi, senza offesa per il burattino di Collodi, si è autorizzati, sino all’eternità a chiamarlo Pinocchio. Ma non gli è bastato il naso lungo. Dalla frase mandata a dire il 17 gennaio 2014 a Enrico Letta: «Enrico sta sereno» al tradimento al premier Conte bis, si è pure autorizzati a definirlo, per le sue attitudini, il “Gano di Rignano”. Io non ho ossessioni renziane. Affermo che ognuno deve scegliere la propria strada. E’ giunta l’ora irrevocabile di separarsi e non di sedersi attorno ad un traballante tavolo, che di comune nulla ha più tra zingarettiani e Base riformista dei vari Lotti, Marcucci, Bonafé. Un partito chiamato PD, mai veramente nato, arroccato al Nazzareno, che non controlla i territori essendo i circoli molto simili a pozzi avvelenati dagli ultras renziani. Con un Segretario che assomiglia ad un’anatra azzoppata o opera un’ultima resezione chirurgica, si dimagra per la terza volta  dopo due scissioni, Renzi e Calenda oppure non avrà più senso la sua esistenza politica.

Un PD progressista ed ecologista che ha come proprio riferimento naturale i lavoratori e le battaglie civili deve soppiantare un partito di deriva liberale che non è né oca né uccello. Ognuno, Zingaretti, M5S e LEU, non solo Renzi, porta le proprie  colpe di una dissoluzione del Governo giallo-rosso. Ora che abbiamo il governo Draghi che, grazie al sunnominato traditore, ha portato nello stesso governo Lega e Forza Italia insieme a PD, M5S e LEU, non ci resta che piangere? No! Non ci resta che risalire la china, sin dalle prossime amministrative, rinviate causa coronavirus, sino alle politiche. Vedo uno spiraglio in fondo al tunnel, ovvero alleanze non solo utilitaristiche a fini elettorali, ma programmatiche di stampo progressista su tutti i territori, tra le forze del defunto governo di Giuseppe Conte, o sarà il tracollo. Simul Stabunt, Simul cadent, “insieme staranno oppure insieme cadranno”.


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