Il Buongiorno Dell’Amico. Sul filo del rasoio…

Al Senato il governo passa sul filo dei voti

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Fermo immagine pubblicato sul profilo Twitter del Senato della Repubblica.

Buongiorno, chiunque pensi che la Politica, con minuscola maiuscola iniziale, sia l’arte del possibile e dell’impossibile e chiunque sia in apprensione per le sorti dell’Italia, finita in mezzo alla più grave pandemia degli ultimi cento anni ed a una crisi economica che potrebbe sfiancarla, in questi ultimi due giorni non ha avuto altra scelta che stare incollato a seguire le dirette dalla Camera e del Senato della Repubblica Italiana.

Gli eventi mi hanno riportato alla mente il “Rasoio di Occam”, ovvero un principio metodologico che, tra più ipotesi per la risoluzione di un problema, indica di scegliere, a parità di risultati, quella più semplice :

(Latino)

«frustra fit per plura quod potest fieri per pauciora»

(Italiano)

«è futile fare con più mezzi ciò che si può fare con meno»

Dopo questa prolusione, “Ad azione reazione”, sarei molto tentato, da pensionato con vocazioni agresti, di usare il “rasoio” a mo’ di cesoia, nei confronti di chi ha aperto una crisi di governo pur essendo alleato del governo Conte bis. Il principio espresso nel XIV secolo dal filosofo e frate francescano Guglielmo di Occam, è ritenuto alla base del pensiero scientifico moderno. La metafora del rasoio concretizza l’idea che sia opportuno, dal punto di vista metodologico, eliminare nettamente e mediante approssimazioni successive le ipotesi più complicate ovvero “la semplicità mi aiuta a ridurre il rischio di errore, perché meno ipotesi introduco nella mia teoria e più riduco il rischio di sbagliare”.

Il rasoio di Occam, nato in ambito filosofico-culturale, è usato implicitamente in ogni istanza della ricerca scientifica ( prendiamo ad esempio il terzo principio della termodinamica “A ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria).

Sono convinto che le male piante, i rami secchi, in un bosco, in un giardino, come in un governo, vadano chirurgicamente potate o segate al calcio. Ad inizio di questa tempesta in un bicchier d’acqua, ogni cancelleria europea o testata giornalistica a livello internazionale, ha giudicato questa crisi come “inspiegabile” ed i mercati hanno risposto negativamente, facendo innalzare lo spread, ovvero gli interessi che lo Stato italiano paga ai detentori di nostri titoli di stato.

Non citerò, come ha fatto il premier Conte, l’autore di questa “gaglioffa” operazione di trasformismo politico, perché provo disprezzo nei confronti di chi, alle pene in cui versa il Paese, afflitto dal  coronavirus e dalla crisi economica indotta, ha anteposto livore personale e volontà di ribaltone, giocando le sue carte politiche come un giocatore di poker. Trovo giusto espellere con cartellino rosso un giocatore che è entrato a gamba tesa sugli stinchi dell’avvocato del popolo. Per pena di contrappasso, per semplificarsi la vita, il Governo Conte, deve usare il “rasoio di Occam”.

Alla fine della due giorni parlamentare, abbiamo assistito ad una conta finale dei voti dei senatori che poteva essere plausibile ai tempi del Conte di Cavour e non certamente in era telematica al tempo di Giuseppe Conte.  Per mimesi calcistica, la Presidente del Senato Casellati è dovuta ricorrere al VAR,  per riammettere al voto due senatori, entrati in campo alla chetichella e che pertanto avevano indotto “l’arbitro” a ritenere chiusa la “partita”. Il risultato è di parità. Ovvero il governo Conte bis ha superato l’ordalia ottenendo la maggioranza semplice alle due Camere, ovvero la prova ordita ad opera del traditore che eufemisticamente soprannominerò “Gano da Rignano” che ha sbagliato ogni tempo e modo della politica. il risultato di 156 SI al governo, 140 NO e 16 astenuti al Senato,  mette una pietra tombale su Italia Viva, ove lo smarcamento del socialista Nencini, apre la strada ad una probabile resa dei conti, per l’azzardo mancato e lo smacco subito di essere finiti “fuori gioco”. Tutto questo è avvenuto in un contesto internazionale che prevede l’Italia Presidente di turno del G20 e che ha messo a repentaglio la credibilità e la stabilità del nostro Paese che vale “oro”. Da domani ricominceranno, dopo le randellate, i giochi politici di fioretto per acquisire nuovi responsabili che appoggino la coalizione M5S-PD-LEU sino a fine legislatura. Va messo in conto che, in caso di bancarotta, non ci sarà più nessun sbarco di anglo-americani a “salvarci il culo”, perché troppo impegnati a salvare il loro in Gran Bretagna, sul filo del rasoio, dopo la BREXIT ed in vista del referendum separatista della Scozia e, negli U.S.A., quello a stelle e strisce, che Joe Biden, dopo l’assalto sovranista a Capitol Hill ed il giuramento di oggi 20 gennaio 2021, governerà sul filo del rasoio di una “civil war”.

 


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