Il Toscana Pride a Livorno è stato un enorme successo di piazza, ma serve a qualcosa? Non potrebbero sfilare con la giacca e la cravatta? Una semplice guida per omofobi

30.000 persone hanno sfilato, ballato e cantato in nome dei diritti e del rispetto, un successo sotto tutti i punti di vista, una manifestazione bella da vedere che ha coinvolto tutti, ma proprio tutti

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Foto Pietro Pacciardi

La paura di confidare ai propri genitori di essere etero, il datore di lavoro che non ti assume perché etero, i bulli che ti picchiano perché etero, un ragazzino cacciato di casa perché etero, il suicidio per il peso delle discriminazioni in quanto etero, i diritti negati a tutti gli etero in quanto tali. Le vittime di eterofobia nel 2021 sono state 191, tra cui 53 di aggressione singola, 49 di aggressione plurime, 2 di omicidio, 5 di suicidio indotto di cui 2 salvate in extremis, 82 di atti vari.

Tutto questo non ha senso, vero?

No, non ce l’ha, perché non è vero. Di vero, invece, ci sono quei numeri, che indicano gli episodi di omofobia in Italia nel 2021, tutti quei rischi e quelle paure elencate in apertura sono vere, ma non succedono a sfondo eterofobo, bensì, omofobo. Ecco, se dopo questi dati non avete ancora capito a cosa serve il pride probabilmente siete in malafede.

Ma è una carnevalata inutile, si potrebbe fare in maniera discreta, direte voi

No, non lo è, oltre ad avere delle ragioni storiche ha delle ragioni solide e attuali. Innanzitutto il pride è la manifestazione della libertà nella più ampia delle sue forme, ognuno si veste come vuole manifestando tutti quei comportamenti (legali, beninteso) che però la moralità sociale non accetta. Ma non è solo questo, le persone discriminate per il proprio orientamento sessuale o per la propria identità di genere si vestono con la camicia ogni giorno, per strada, negli uffici e nelle più disparate occasioni. In questi luoghi, con abiti socialmente considerati normali, si consumano le discriminazioni. Ecco perché il pride esige di svestirsi dei panni quotidiani per indossare qualcosa di eccentrico, per gridare al mondo: “Noi esistiamo e adesso non abbiamo paura di gridarlo”. Già, paura, perché fino a pochi anni fa uscire “Fuori e controvento”, citando lo slogan del Toscana pride 2022, faceva paura e poteva portare conseguenze pesantissime. Ma oggi questo fa molta meno paura, sicuramente grazie anche ai pride passati, se nessuno si facesse sentire, nelle teste delle persone e nelle aule del potere non cambierebbe nulla e saremmo ancora al punto di partenza. I piccoli grandi traguardi ottenuti in questi anni sono il frutto di una lotta quotidiana, dal basso. Le (poche) legiferazioni in merito e (fortunatamente) il cambio radicale di pensare delle nuove generazioni sono merito delle battaglie condotte finora, dei pride e delle tante rivendicazioni partite dalla gente comune.

Il pride chiede privilegi particolari?

Non ultimo il tema dei diritti, il pride chiede diritti (come ogni altra manifestazione di piazza), nessun privilegio, chiede i diritti di cittadini che oggi, checché qualcuno lo neghi, sono inferiori a quelli che dovrebbero spettare a cittadini che pagano le tasse come tutti.
Secondo un recente documento prodotto dall’Onu, in Italia:
“C’è una legislazione incompleta. Incitamento all’odio proveniente direttamente anche da funzionari pubblici e politici. Figli di genitori omosessuali non ancora pienamente riconosciuti e protetti. Nessuna regolamentazione esplicita su omofobia e transfobia. Difficoltà a riconoscere lo status di rifugiato alle persone migranti che si dichiarano Lgbtqia+”.

Ecco, questo non vi basta a capire l’importanza del Pride?

Allora siete colpevoli, colpevoli e in malafede, ma un mare di colori vi seppellirà.

Il Toscana Pride 2022 a Livorno

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Giovane studente toscano, aspirante giurista italo francese, attualmente vivo a Parigi. Nonostante la distanza fisica non ho perso di vista il mio territorio, verso il quale nutro un interesse atavico. Appassionato di scrittura sin dalla più tenera età, al momento gestisco la sezione toscana della testata oltre ad altre collaborazioni sporadiche.