La lezione del Covid-19: il Santa Maria Goretti non basta più!

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LATINA- Il Santa Maria Goretti non funziona. Le immagini di questi giorni, quelle lunghissime code di autoambulanze, sono lì a testimoniarci il collasso di una struttura non più in grado di far fronte all’ordinario. Figurarsi ad una emergenza come quella del Covid-19.

Negli anni si è deciso di smantellare le strutture ospedaliere sul territorio. Sezze, Cori, Priverno. L’area nord di questa Provincia, penso ad Aprilia e a Cisterna, è sprovvista di nosocomi degni di questo nome. La medicina territoriale fa quel che può, ma è in gran parte disarmata.

Servono posti letto, tamponi e laboratori in grado di analizzarli. Tutto questo lascia intendere come siano trascorsi molti- troppi- anni da quando l’allora Sindaco Zaccheo immaginò la realizzazione di un Policlinico nell’area di Borgo Piave. Strategica da un punto di vista territoriale, perché cerniera fra l’area nord ed i Lepini, vantaggiosa sul piano economico ed urbanistico.

Una classe politica miope e mediocre nel corso degli anni ha pensato di utilizzare l’arma della damnatio memoriae, spargendo il sale intorno a progetti capaci di mutare il volto di questa città. C’è chi ha blaterato di ampliamenti, chi di lavoretti di manutenzione. Sarebbe come ipotizzare una terapia a base di Propoli per curare il Covid-19.

La vocazione universitaria di questa città è testimoniata dai tantissimi studenti che, da ogni parte del Paese, qui studiano medicina e si trovano nella miserevole condizione di svolgere il proprio tirocinio nella migliore delle ipotesi in una struttura privata, l’Icot, o nella peggiore al “Fiorini” di Terracina. Un Policlinico sul modello della romana Tor Vergata creerebbe una osmosi virtuosa fra l’accademia e le corsie, a vantaggio non solo dei giovani medici, ma anche del nostro territorio.

La presenza, poi, di industrie chimico-farmaceutiche, dovrebbe indurci a considerare la ineludibilità della ricerca in campo sanitario e farmaceutico. Tema che dovrebbe essere prioritario per un Policlinico universitario.

Ci troviamo ad affrontare la pandemia con una unica, inadeguata struttura. Saranno mesi difficili nelle scuole, nei luoghi di lavoro, nelle case di tutti noi. Ci deve però rassicurare la certezza che, fra mille difficoltà, il Santa Maria Goretti può vantare delle eccellenze di caratura nazionale. Proprio il reparto universitario di Malattie Infettive, brillantemente guidato dalla Prof.ssa Miriam Lichtner, è uno dei fiori all’occhiello della nostra sanità.

La responsabilità è interamente di una classe politica che in questi anni si è concentrata sulla promozione o retrocessione degli amici come dei nemici e nulla ha fatto per affrontare la vera esigenza che ha questa Provincia: superare il Santa Maria Goretti.

Ci auguriamo che il Covid-19, con le sofferenze ed i lutti che ha portato con sé, abbia fatto riacquistare la vista ai molti e trasversali ipovedenti della politica pontina.


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