La morte del giovane calciatore Matteo Pietrosanti pone l’attenzione sul potenziamento della medicina sportiva pubblica

230

La morte improvvisa di Matteo Pietrosanti, il giovane di 15 anni deceduto mentre effettuava un allenamento a Priverno ha destato profonsa commozione, in particolare a Bassiano dove viveva ed era molto conosciuto. La tragedia pone nuovamente all’attenzione un tema delicato. La provincia di Latina non è dotata di alcun centro pubblico di medicina dello sport, una grave mancanza. Ne esistevano tre (Latina, Sezze, Gaeta) che sono scomparsi senza alcuna valida motivazione. Il servizio sanitario nazionale è assente in un settore come quello dello sport che vanta migliaia di praticanti in diverse discipline riconosciute dal Coni. Sono presenti solo centri privati, i medici specializzati nel settore sono pochi per cui talvolta occorre attendere giorni per effettuare un visita necesaria e fodamentale. La Regione Lazio non è mai intervenuta a sostegno del servizio pubblico, sicuramente meno oneroso. La visita medico sportiva agonistica è una visita medica che ha lo scopo di rilasciare un certificato attestante l’idoneità della persona richiedente allo svolgere una pratica sportiva a livello agonistico. In Italia è obbligatoria in virtù di una legislazione molto severa, tra le migliori in Europa. Da qualche anno non funziona il centro intitolato a Maurizio Barendson presso l’Icot di Borgo Isonzo, uno dei più frequentati e funzionali.
La visita per quasi tutte le discipline sportive prevede:
Visita generale con valutazione antropometrica
Spirometria
ECG basale
ECG dopo sforzo con calcolo dell’I.R.I.
Esame delle urine
Il pugilato ed alcune discipline dello sci prevedono esami aggiuntivi come la visita neurologica e l’EEG.


News-24.it è una testata giornalistica indipendente che non riceve alcun finanziamento pubblico. Se ti piace il nostro lavoro e vuoi aiutarci nella nostra missione puoi offrici un caffè facendo una donazione, te ne saremo estremamente grati.



Articolo precedenteArrivati i primi ucraini a Latina, sono stati tutti registrati. Coletta ” Per l’accoglienza lavoriamo in rete “
Articolo successivoLBC verso l’assemblea congressuale, Campagna: “È la nostra maturità. Guardiamo al futuro interpretando le sfide del cambiamento”
Paolo Iannuccelli è nato a Correggio, provincia di Reggio Emilia, il 2 ottobre 1953, risiede a Nettuno, dopo aver vissuto per oltre cinquant'anni a Latina. Attualmente si occupa di editoria, comunicazione e sport. Una parte fondamentale e importante della sua vita è dedicata allo sport, nelle vesti di atleta, allenatore, dirigente, giornalista, organizzatore, promoter, consulente, nella pallacanestro. In carriera ha vinto sette campionati da coach, sette da presidente. Ha svolto attività di volontariato in strutture ospitanti persone in difficoltà, cercando di aiutare sempre deboli e oppressi. É membro del Panathlon Club International, del Lions Club Terre Pontine e della Unione Nazionale Veterani dello Sport. Nel basket è stato allievo di Asa Nikolic, il più grande allenatore europeo di tutti i tempi. Nel giornalismo sportivo è stato seguito da Aldo Giordani, storico telecronista Rai, fondatore e direttore della rivista Superbasket. Attualmente è presidente della Associazione Basket Latina 1968. Ha collaborato con testate giornalistiche locali e nazionali, pubblicato libri tecnici di basket e di storia, costumi e tradizioni locali Ama profondamente Latina e Ponza, la patria del cuore.