La Recall risponde a Calandrini e difende l’impianto a biometano

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La Recall, l’azienda che realizzerà nella zona industriale di Latina Scalo un impianto di biometano completando in provincia pontina il ciclo dei rifiuti, risponde con una nota a Nicola Calandrini, che venerdì scorso aveva attaccato duramente l’assessore di Latina Roberto Lessio in un question time. E lo fa con una nota a firma anche di Federlazio, segno di come l’associazione di categoria più attiva sul territorio pontino tenga al progetto, che aprirebbe nuovi sbocchi occupazionali oltre a una primogenitura importante nel settore ambientale. “Dispiace che la foga della campagna elettorale possa portare ad affrontare temi fondamentali senza il necessario confronto e approfondimento. Siamo certi che la posizione espressa dal consigliere comunale Nicola Calandrini, contrario al progetto dell’impianto di trattamento della frazione organica della raccolta differenziata di Latina Scalo, sarebbe stata invece completamente favorevole se avesse partecipato al convegno che è stato organizzato da Federlazio nel giugno scorso per presentare il progetto di Recall Latina.Sul sito www.bio2gas.com si possono visionare tutti gli interventi: se non fossero sufficienti c’è sempre la disponibilità ad un incontro”. Più che altro da parte della Recall un invito per Calandrini, per permettergli di abbandonare quello scetticismo che accompagna quasi in modo naturale questi progetti. “E’ ormai infatti indispensabile che tutti comprendano l’importanza dell’economia circolare, di cui la raccolta differenziata ed i relativi impianti di trattamento sono parte integrante, quale unico approccio ecosostenibile per salvaguardare il presente e futuro del Pianeta e dei nostri figli”.

Ad oggi sono tre i macro-problemi ambientali che affliggono il pianeta: l’effetto serra che causa il surriscaldamento, dovuto dall’utilizzo enormemente preponderante, ancora oggi, di energia e carburante non rinnovabile; l’impoverimento dei terreni di materia essenziale, come il fosforo, a cui si supplisce tramite miniere che stanno esaurendosi, appunto non rinnovabili; l’inquinamento atmosferico nei centri urbani, principalmente polveri sottili emesse da auto a carburante tradizionale e caldaie vetuste.

“Un modello di sviluppo eco-sostenibile deve rispondere a queste problematiche -insiste la nota della Recall- L’impianto opera perfettamente nell’ambito dell’economia circolare: attraverso la digestione anaerobica, l’organico della raccolta differenziata viene trasformato in fertilizzante per l’agricoltura e in metano, cioè carburante pulito per le auto, contribuendo in modo sensibile alla riduzione delle emissioni di anidride carbonica e delle polveri sottili nell’atmosfera. La materia organica torna alla terra e all’agricoltura da dove proviene. Ostacolare la realizzazione di questi impianti porta al fallimento della raccolta differenziata.Una situazione di cui si gioverebbe soltanto l’old-economy del rifiuto. E non crediamo sia questo il futuro che desideriamo”.

 


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