La Regione Toscana a favore del salario minimo, approvate due mozioni in aula

Il Consiglio regionale si è espresso con il voto favorevole di Pd e Movimento 5 Stelle, su due atti, uno presentato da Irene Galletti (M5S) e l’altro dal Partito democratico, prima firmataria Ilaria Bugetti

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FIRENZE – L’Aula di Palazzo del Pegaso, a fine lavori, si è concentrata su un tema di grande attualità, quello del salario minimo, approvando due diverse mozioni con il voto favorevole del Partito democratico e del Movimento 5 Stelle, una presentata da Irene Galletti (M5S) e l’altra dal Pd, prima firmataria Ilaria Bugetti.

Come sottolineato dalla consigliera del Movimento 5 Stelle: “L’idea di fondo della mozione è quella di garantire la dignità dei lavoratori, attraverso il riconoscimento di un salario minimo orario”; secondo Irene Galletti è una questione urgente, “perché siamo di fronte a un fenomeno per cui sta scomparendo il salario medio e si accentua la forbice tra i salari alti e quelli bassi. Da qui la richiesta alla Regione di adoperarsi presso il Governo affinché vada avanti l’iter della proposta di legge per riconoscere il salario minimo orario, istituendo anche una commissione apposita che periodicamente proponga l’aggiornamento dell’entità del salario minimo orario.

Ad illustrare la mozione del Partito democratico, la consigliera Ilaria Bugetti, cha ha manifestato l’intenzione di votare anche l’altro atto, dopo la presentazione di una serie di emendamenti. Come spiegato dalla presidente della commissione Sviluppo economico: “La nostra mozione tocca il tema del salario minimo e parte dal disegno di legge 1275, aggiornandolo sulla base dell’inflazione, per sconfiggere i contratti pirata. Da qui la richiesta al Governo di non sopprimere l’articolo uno del disegno di legge, per non far decadere l’idea stessa di salario minimo.  “E’ un tema di grande dignità e qualità del lavoro delle persone”, ha concluso, ricordando il lavoro importante della Regione sugli appalti pubblici, “primo esempio forte di salario minimo”.

Secondo Elisa Tozzi (FdI) se si vuol fare un servizio al paese occorre guardare non tanto a salari minimi ma a salari adeguati, di cui parla il Parlamento europeo, e lavorare sui tagli al cuneo fiscale, sulla contrattazione collettiva “che vedo virtuosa”, su una diversa visione di welfare, sulla quantità e qualità del lavoro, per incidere sul potere d’acquisto, che sta affliggendo tutti.

Per Massimiliano Riccardo Baldini (Lega), che ha espresso difficoltà ad affrontare un tema così

importante a fine lavori d’Aula, di fronte ad atti cambiati e ad emendamenti presentati, “si rischia l’approccio ideologico sulla pelle di chi vive questi problemi”. E guardando ai tanti temi da porre sul tavolo, ha accennato al ruolo dei sindacati, invitando a seguire la discussione in atto a livello nazionale.

Francesco Torselli (FdI), annunciando il voto contrario alla mozione del M5S e il non voto su quella del Partito democratico, ha definito il salario minimo uno dei temi di assoluta attualità ed ha ricordato l’apertura del Governo su una proposta di legge avanzata da alcuni partiti di opposizione. Secondo il consigliere “il salario minimo genera timori e dubbi sulla strada da intraprendere, il tema vero è il salario povero”. Torselli ha quindi concluso il proprio intervento invitando a stare dentro il percorso tracciato dal Governo.

Parla di un tema molto complesso il portavoce dell’Opposizione Marco Landi, che aggiunge “quello che serve è stato ben detto, ci sono degli ottimi contratti. È vero che il salario minimo in tanti settori potrebbe anche essere una necessità, ma svilupparlo con un decreto, come dicono alcuni sindacati al di fuori dei contratti, e lo dice chiaramente la Cisl, diventa impraticabile. Credo che il percorso del Governo, come ha spiegato il collega Torselli, stia andando in una direzione che tutela e ha una massima attenzione su quelli che sono gli stipendi dei lavoratori”. “Lei consigliera Galletti – ha concluso – non ha affrontato il tema di quanto andrebbe ad incidere sul margine operativo lordo di un milione e mezzo di aziende”. Per il consigliere Landi “non serve una commissione speciale e – ha concluso – la proposta del Movimento 5 Stelle in Parlamento secondo alcuni andrebbe a creare nuovo lavoro nero”.


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