“L’arma dell’inganno – Operation Mincemeat”, un film che, mescolando sentimenti e stratagemmi bellici, descrive un’operazione che salvò l’Europa dal nazifascismo

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Titolo: L’arma dell’inganno – Operation Mincemeat

Titolo originale: Operation Mincemeat

Regia: John Madden

Soggetto: Ben Macintyre (dal libro Operation Mincemeat: The True Spy Story that Changed the Course of World War II, 2010)

Sceneggiatura: Michelle Ashford

Musiche: Thomas Newman

Paese Produzione: UK, 2022

Cast: Colin Firth, Matthew Macfadven, Kelly Macdonald, Penelope Wilton, Johnny Flynn, Jason Isaac, Lome MacFadyen, Alex Jennings, Rufus Wrigght, Mark Gatiss, Hattie Morahan, Caspar Jennings, Simon Russell Beale, […]

L’arma dell’inganno – Operation Mincemeat, un film diretto dal regista John Madden che riesce a coniugare magistralmente il sentimento con lo squallido clima di guerra, di sospetti e di intrighi, racconta la storia vera di un’operazione straordinaria e fantastica al fine di contrastare l’offensiva dell’esercito nazista durante la seconda guerra mondiale. Il soggetto del film è stato tratto dal libro Operation Minceneat (2010) di Ben Macintyre, importante opinionista del quotidiano inglese Times.

Era il 1943 quando le truppe di naziste avevano già occupato buona parte dell’Europa e si accingevano ad invadere il Regno Unito, retto dal primo ministro Winston Churchill (Simon Russell Beale). Il piano degli alleati, per evitare che la situazione diventasse incontrollabile, era quello di fare sbarcare le truppe in Sicilia, le cui coste erano sorvegliate in modo considerevole dai nazisti, i quali avrebbero compiuto inevitabilmente un massacro dei nemici. E questo massacro ovviamente era da evitare a tutti i costi. Allora, secondo Churchill era necessario pensare a qualche strategia che facesse spostare le truppe naziste dalla Sicilia alle coste greche. Un enorme problema la cui incerta soluzione venne affidata a due agenti dell’intelligence britannica: un avvocato ebreo, Ewen Montagu (Colin Firth), e un eccentrico ufficiale della RAF, Charles Cholmondeley (Matthew Macfadyen), i quali si inventarono uno straordinario quanto incredibile e assurdo piano che prevedeva addirittura l’utilizzo del cadavere di un agente segreto, tenuto in obitorio in attesa che i familiari ne chiedessero il corpo. Quel piano dall’esito incerto, in quanto i tedeschi non erano stupidi, costituì l’arma dell’inganno in tempo di guerra, che si rivelò di maggior successo mai tentato, e sicuramente il più rischioso, il più improbabile nella sua adeguatezza e il più bizzarro. Quel piano ingannò i capi dello spionaggio nazista, fece inviare le truppe tedesche nella posto sbagliato e salvato migliaia di vite, al contrario di ciò che invece avvenne circa un anno dopo durante lo sbarco degli alleati in Normandia.

Hitler avrebbe dovuto persuadersi – cosa poco credibile –  che l’obiettivo degli inglesi fosse la Grecia fornendogli delle prove, prove false, e facendogli giungere falsi documenti, grazie all’azione di due agenti tedeschi di primo piano. Un’idea sorprendente e geniale che si realizzò rivelandosi, come si sa, valida in quanto cambiò per fortuna il corso della guerra, ma che fu osteggiata sin dal suo nascere dall’ammiraglio John Godfrey (Jason Isaac), responsabile dell’operazione, che riteneva enormemente rischiosa, folle e stupida. Se fosse stato scoperto l’inganno, sarebbe stato compromesso tutto. Ma la dovette accettare perché Churchill non aveva altra alternativa e la data dello sbarco era imminente: 10 luglio 1943. A tal proposito, mi viene da citare il pensiero del fisico statunitense  Leonard Mlodinow che in suo saggio scrive che in una serie complessa di eventi, in cui ogni evento presenta qualche elemento di incertezza (come in questo caso), esiste una fondamentale asimmetria tra passato e futuro. Il film appare coinvolgente e, per certi tratti, anche divertente in quanto è una mescolanza di sentimento e di intrigo, di coraggio e di rischio, di follia e di saggezza, con una vena romantica che mette in evidenza che, anche in tempi tristi e funesti, l’amore travalica ogni impedimento e agisce da energico propulsore. E il senso che esso trasmette è che non è mai il mondo che lascia la sua traccia sull’uomo, ma è l’uomo che, nel vivere e nel procedere nel suo lavoro qualunque esso sia, organizza il mondo e traccia la strada del futuro.

Una curiosità: nel film tra i protagonisti c’è Ian Fleming (Johnny Flynn) che, essendo assistente dell’ammiraglio Godfrey, venne a conoscenza di questo e di altri stratagemmi che gli diedero spunto per creare l’agente 007 – James Bond e le sue fantasiose trame.

Filmografia

Un assassino con me (1990), Ethan Frome – La soria di un amore proibito (1993), Golden Gate (1994), La mia regina (1997), Shakespear in love (1998), Il mandolino del capitano Corelli (2001), Proof – La prova (2005), Killshot (2008), Il debito (2010), Marigold Hotel (2012), Ritorno al Marigold Hotel (2015), Miss Sloane – Giochi di potere (2016).

Francesco Giuliano


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Giuliano Francesco, siciliano d’origine ma latinense d’adozione, ha una laurea magistrale in Chimica conseguita all’Università di Catania dopo la maturità classica presso il Liceo Gorgia di Lentini. Già docente di Chimica e Tecnologie Chimiche negli istituti statali, Supervisore di tirocinio e docente a contratto di Didattica della chimica presso la SSIS dell’Università RomaTre, cogliendo i “difetti” della scuola italiana, si fa fautore della Terza cultura, movimento internazionale che tende ad unificare la cultura umanistica con quella scientifica. È autore di diversi romanzi: I sassi di Kasmenai (Ed. Il foglio,2008), Come fumo nell’aria (Prospettiva ed.,2010), Il cercatore di tramonti (Ed. Il foglio,2011), L’intrepido alchimista (romanzo storico - Sensoinverso ed.,2014), Sulle ali dell’immaginazione (NarrativAracne, 2016, per il quale ottiene il Premio Internazionale Magna Grecia 2017), La ricerca (NarrativAracne – ContempoRagni,2018), Sul sentiero dell’origano selvatico (NarrativAracne – Ragno Riflesso, 2020). È anche autore di libri di poesie: M’accorsi d’amarti (2014), Quando bellezza m’appare (2015), Ragione e Sentimento (2016), Voglio lasciare traccia (2017), Tra albori e crepuscoli (2018), Parlar vorrei con te (2019), Migra il pensiero mio (2020), selezionati ed editi tutti dalla Libreria Editrice Urso. Pubblica recensioni di film e articoli scientifici in riviste cartacee CnS-La Chimica nella Scuola (SCI), in la Chimica e l’Industria (SCI) e in Scienze e Ricerche (A. I. L.). Membro del Comitato Scientifico del Primo Premio Nazionale di Editoria Universitaria, è anche componente della Giuria di Sala del Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica 2018 e 2019/Giacarlo Dosi. Ha ricevuto il Premio Internazionale Magna Grecia 2017 (Letteratura scientifica) per il romanzo Sulle ali dell’immaginazione, Aracne – NarrativAracne (2016).