Le Nozze coi Fichi Secchi. La confusione regna sovrana sotto il cielo della sanità del Golfo

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Sta accadendo quanto avevamo previsto: per il centro diagnostico di Gaeta non ci sarà personale dedicato, ma sarà quello del Dono Svizzero ad assicurarne le prestazioni. Una mattina si faranno esami radiologici senza contrasto con un tecnico sanitario della radiologia di Formia; un altro giorno si effettueranno ecografie con un medico radiologo sempre del “Dono Svizzero”. Infine il giovedì andrà un tecnico dell’Ospedale di Fondi per eseguire RX e TAC senza contrasto. Naturalmente risulteranno ridotte le prestazioni di Formia.

Questa invenzione dell’ex Sindaco Cosmo Mitrano e dell’allora Direttore Aziendale Giorgio Casati, invece di contribuire ad abbattere le liste di attesa, creerà ulteriore confusione organizzativa e accrescerà situazioni di stress nel personale sanitario, già sotto pressione e ridotto al lumicino nell’attuale configurazione.

La Radiologia del “Dono Svizzero” ha appena perduto due medici: uno è andato in pensione e l’altro è risultato vincitore di concorso a tempo indeterminato in provincia di Caserta. Un terzo medico, che andrà in pensione tra qualche mese, è già assente per godere delle ferie maturate ma non fruite.

E siamo prossimi alla stagione estiva, con la turnazione delle ferie difficile da comporre. Infatti le prenotazioni esterne a Formia, che negli anni precedenti venivano sospese nel periodo giugno – settembre, verranno ora aperte a Gaeta nella prima settimana di giugno e la Radiologia del “Dono Svizzero”, oltre a garantire l’attività del DEA e dell’Emodinamica, deve dare risposte anche alle esigenze radiologiche del Pronto Soccorso, che da solo registra mediamente circa 80 accessi giornalieri, senza contare i picchi estivi.
Da quanto sopra esposto si capisce come le attività presso il presidio di Gaeta saranno effettuate, prevalentemente, come lavoro straordinario e attività libero professionali. Neanche gli incentivi appaiono gratificanti per un personale che non ce l’ha fa più.

La sanità è cosa serissima e non si può gestire con la propaganda e le soluzioni pasticciate. Il centro di Gaeta sarebbe stato utile se avesse avuto del personale proprio e avesse affiancato il Dono Svizzero nelle prestazioni. Quanto sta accadendo non serve ad abbattere le liste d’attesa ma a prenderci letteralmente in giro.

Associazione Comunità Lazio Meridionale ed Isole Pontine

Associazione Incontri & Confronti.


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