Livorno la città col più alto numero di contagi della Toscana

Oggi si è riunita la Commissione consiliare speciale Sars-Cov2 del Consiglio Comunale di Livorno. L'intervento dell'infettivologo: "Tutti abbiamo bisogno di tornare alla normalità, ma non bisogna ancora lasciarsi andare"

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LIVORNO- Il Dottor Spartaco Sani, primario delle malattie infettive dell’Ospedale di Livorno, ha dato un quadro molto chiaro dell’attuale situazione epidemiologica della città rispetto ai mesi precedenti ed alle altre province toscane. Anche se nel complesso, nelle ultime due settimane, la regione ha visto miglioramenti significativi per quanto riguarda il numero di contagi, lo stesso non si può dire della città di Livorno. Infatti, facendo riferimento ai dati raccolti dall’USL nord ovest tra il 19 gennaio e l’1 febbraio, soltanto in città sarebbero stati registrati 784 nuovi casi.

A partire da ottobre c’è stato un picco clamoroso”, ricorda l’infettivologo facendo un paragone con la prima ondata, che tutto sommato sembrava aver risparmiato la Toscana, “ed anche se la curva dei contagi ha avuto un calo netto verso novembre, ormai sembra che abbia raggiunto un punto di stallo. Una situazione come questa crea ansia, e questo numero costante di contagi fa sì che si pongano le basi per una prossima ondata preoccupante”.

Il Dr. Sani ritiene poi doveroso condividere la propria riflessione sui dati riguardanti il rapporto tra il numero dei positivi ed il numero di tamponi effettuati, dati che sono stati largamente diffusi dai media e che fanno riacquistare un po’ di speranza. “Sicuramente questo rapporto si è molto abbassato, ma non dobbiamo dimenticare di tenere in conto che questo è successo nel momento in cui nel conteggio sono entrati gli antigeni rapidi, una nuova modalità di fare tamponi che speriamo non abbia alterato la nostra percezione del contagio. È questo il parametro che più di tutti ci permetterà di capire la futura diffusione del virus”.

Per quanto riguarda invece la situazione dell’Ospedale, anche il numero dei ricoveri di pazienti Covid è il più elevato della regione, ed attualmente questi occupano non soltanto l’intero padiglione di malattie infettive ma anche due piani del secondo padiglione, in cui la disponibilità di posti letto per altri malati è fortemente limitata. Nonostante questi dati allarmanti, si pensa però che la situazione stia lentamente migliorando, e non bisogna neanche dimenticare che, fortunatamente, l’incremento dei contagi non è legato alla presenza di varianti del virus. Infatti, nella nostra area le varianti inglese, brasiliana e sudafricana non dovrebbero rappresentare un problema, ed inoltre vengono approfonditamente studiate dall’Università di Pisa per monitorarne la diffusione e la sintomatologia.

L’intervento dell’infettivologo si conclude infine con la raccomandazione di continuare a seguire le misure adottate fino ad oggi, sottolineando l’importanza del controllo, del tracciamento e dell’isolamento dei positivi. “Tutti abbiamo bisogno di tornare alla normalità, ma non bisogna ancora lasciarsi andare”.


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