Se ne va uno dei signori del calcio italiano. Un vero gentleman. Serio, pacato, elegante e soprattutto di una professionalità unica. Si è spento oggi, all’età di 81 anni, Gigi Simoni. Lottava da tempo con una tremenda malattia. Le sue condizioni si erano aggravate nel giugno scorso, quando un malore ne rese necessario il ricovero all’ospedale Cinisello di Pisa. Nella sua lunga carriera ha vestito la casacca di Mantova, Napoli, Torino, Juventus, Brescia e Genoa, collezionando 187 presenze e 32 reti e vincendo una Coppa Italia con i partenopei nella stagione 1961-62. Da tecnico si è seduto sulle panchine di Genoa, Brescia, Pisa, Lazio, Empoli, Cosenza, Carrarese, Cremonese, Napoli, Inter, Piacenza, Torino, Cska Sofia, Ancona, Siena, Lucchese e Gubbio. Coi grifoni ha conquistato la prima delle sue otto promozioni dalla B alla A. Nel suo palmares anche la Coppa Uefa del 1997-98 con l’inter di Ronaldo, battendo in finale la Lazio. Nello stesso anno arrivò ad un passo dallo scudetto, negatogli da una decisione arbitrale che ancora oggi fa discutere: il presunto fallo di Iuliano sull’asso brasiliano in area di rigore nello scontro decisivo tra Juventus ed Inter. Fu quella l’unica volta in cui ebbe una reazione, ma sempre con il suo innato tocco di signorilità. Da ricordare infine che il Genoa lo ha inserito nella sua Hall of fame


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