Oceani, ultima frontiera, il National Geographic sbarca a Palazzo Blu

Le meraviglie degli abissi marini e i rischi legati all'inquinamento in cento scatti fotografici

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La presentazione ufficiale nell'auditorium di Palazzo Blu

La presentazione ufficiale nell’auditorium di Palazzo Blu

PISA – Rinviata per due anni a causa dell’emergenza Covid si inaugura domani la mostra estiva di Palazzo Blu dedicata ad una selezione di circa un centinaio di scatti a cura del National Geographic aventi come oggetto gli oceani e le profondità marine. La mostra, che resterà aperta fino al 4 settembre è la seconda del ciclo dedicato alle esplorazioni. Le profondità marine sono un ambiente separato dall’atmosfera solo da una sottile membrana e racchiude nei suoi abissi sfide, leggende e una letteratura sconfinata. Ulisse, Cristoforo Colombo, Cook, fino ai moderni Jacques Cousteau e Sylvia Earle che sono passati alla storia per averne esplorato gli abissi. Il percorso fotografico proposto da Palazzo Blu ci accompagna alla scoperta dei fondali marini e dei loro abitanti, come il plancton o i mammiferi più grandi della terra. Si riflette anche sull’ecologia e sui mutamenti climatici, “over fishing”, la pesca intensiva che saccheggia il mare dei suoi abitanti, l’inquinamento derivante dai materiali plastici e l’innalzamento della temperatura che mette a rischio le barriere collarine. “Le risorse non sono inesauribili” denuncia Marco Cattaneo, presidente dell’edizione italiana del National Geographic e curatore della mostra “il nostro tentativo è quello di stupire grazie alle meraviglie del mare ma vogliamo anche fare riflettere sulle responsabilità con un messaggio e un invito a prendersi cura della natura”. La galleria di immagini è una selezione scelta dalle oltre 13 milioni di foto degli ambienti marini in possesso del National Geographic. Ci sono le foto del ritrovamento del Titanic, le barriere collarine più belle al mondo, gli abitanti degli abissi e le immagini più significative degli effetti dell’inquinamento. Ad arricchire la mostra c’è anche un’esposizione simbolica di oggetti di plastica ritrovati negli ultimi 50-70 anni sulle spiagge, a cura di un collettivo di Bari, un’aggiunta alla mostra come monito per il rispetto dell’ambiente. “Connessioni” è invece l’altra mostra presente a Palazzo Blu, sempre dedicata al mare, stavolta il nostro, il mar Mediterraneo, con foto, disegni, contributi e testimonianze su chi è “costretto” ad attraversarlo, i migranti. “Oceani, ultima frontiera” è a cura di Fondazione Pisa, Palazzo Blu, National Geographic, Gedi gruppo editoriale, Unicoop Firenze e Artiser che ha curato l’allestimento. La mostra è stata realizzata grazie al patrocinio del Comune di Pisa.


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