Dimissioni di Prandelli: il mago di Orzinuovi tradito dal proprio cuore Viola

Orzinuovi è una cittadina con poco più di 12000 abitanti nel Bresciano, città di origine di Prandelli.

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UDINE, ITALY - MARCH 30: Cesare Prandelli head coach of Genoa CFC looks on during the Serie A match between Udinese and Genoa CFC at Stadio Friuli on March 30, 2019 in Udine, Italy. (Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)

FIRENZE – 23 marzo 2021

Sono le 13.30 quando la notizia viene battuta da media e giornali: le dimissioni erano già trapelate intorno alle ore 13; un fulmine a ciel sereno, o meglio un fulmine che mette fine al temporale che aveva preso sempre più forza con il passare del tempo. Prandelli ha spiegato le sue dimissioni con una lettera pubblicata dai canali societari: “E’ la seconda volta che lascio la Fiorentina, la prima per volere di altri, oggi per una mia decisione. Nella vita di ciascuno oltre alle cose belle si accumulano storie, veleni che talvolta ti presentano il conto tutto assieme.”
Il sospetto che il tempo di Prandelli alla guida della squadra viola volgeva al termine lo abbiamo avuto domenica sera, quando, distrutto dallo stress e della carica emotiva, non si è presentato alla consueta conferenza stampa dopo la partita con il Milan, ove le sue veci sono state fatte da Giancarlo Antognoni.
Prandelli non detiene certo la maggior quota di colpe: la più grande responsabilità, a mio avviso, è della società, nella figura di Pradè (direttore sportivo), che oltre ad acquisti sbagliati, non ha protetto l’allenatore da quel circolo vizioso che era nato negli spogliatoi da parte di alcuni giocatori; una fetta di responsabilità ce l’abbiamo anche noi tifosi viola e una buona parte degli opinionisti: sempre pronti a criticare in caso di sconfitta e ad esaltare in caso di vittoria. Abbiamo criticato tutto e tutti, dai Pontello ai Della Valle, a Commisso, Montella, Pioli, Iachini, ma si sa che in Italia siamo tutti allenatori e commisari tecnici.
E’ proprio il grande amore di Prandelli per la Fiorentina che lo ha portato a dare le dimissioni, tradito dalla propria squadra e da quella città che tanto lo ha osannato, quasi come un figlio. Come dimenticare il calore e il supporto che i tifosi viola gli hanno dimostrato quando è stato colpito nei suoi affetti più cari?
Improvvisamente il vento ha cambiato direzione, sicuramente in peggio: al suo posto è stato richiamato Iachini, in precedenza licenziato dalla società, ma questa è un’altra storia, o un film già visto.
In bocca al lupo Fiorentina, non per mangiarla ma per proteggerla.


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Classe 1956: instancabile lettore, pensionato da un anno, tifoso Viola da tutta la vita. Ho deciso di dedicarmi alle mie passioni, ovvero la scrittura, l'attualità e il calcio, collaborando con News-24.it