Professor Luzzati per Sinistra Civica Ecologista

Economia e ambiente – “Non ci sono ricette facili”.

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Tra i candidati alle prossime regionali in Toscana spicca l’autorevole nome di Tommaso Luzzati, 53 anni e professore di
economia politica presso l’Università di Pisa: “Da oltre 20 anni mi occupo di sviluppo sostenibile, in particolare dei
legami tra crescita economica e degrado ambientale. Ho sempre cercato di insegnare ai miei studenti che l’ambiente
non è soltanto la Natura, ma in generale il luogo in cui viviamo, il liquido amniotico che ci avvolge e che non possiamo
danneggiare. Sento oggi il dovere morale di ripetere a tutti questa semplice verità: per questo ho deciso di accettare la
candidatura di Sinistra Civica Ecologista.”

Con queste parole chiare e decise Luzzati chiarisce la sua scelta politica e il valore aggiunto rappresentato dal suo
bagaglio di studi, cultura ed esperienza. Perché Sinistra Civica Ecologista? “Potrei rispondere con due slogan: a) evitare
che vinca la destra e b) spostare a sinistra la coalizione di centro-sinistra. Ma la questione è più articolata. Per quanto
riguarda il primo punto, alcuni elettori di sinistra ritengono troppo simili i due candidati che si contenderanno la
vittoria e che una eventuale sconfitta del PD possa portare a un sano rinnovamento. Purtroppo, non è così, in quanto la
vittoria della Lega, e di questa destra, produrrebbe danni gravi e di lungo termine alla nostra Toscana. Per quanto
riguarda il secondo punto, vorrei ricordare che le liste che sostengono Giani hanno molto in comune, ma, come è
normale in una coalizione, presentano anche elementi di diversità. Sinistra Civica Ecologista si distingue per alcuni
aspetti su sanità e salute, ambiente e lavoro. Solo per fare un esempio, noi più di altri riteniamo che soggetti privati
convenzionati debbano essere di supporto al sistema sanitario pubblico, ma non possano esserne dei concorrenti.

Risulta chiaro di fronte a tutti il fallimento del modello Lombardia. Recentemente Giani, stimolato dal confronto interno di
coalizione, ha fatto inversione di marcia sugli inceneritori, ha siglato un accordo con la lista verde per la chiusura di
alcune cave nelle Apuane … Questo dimostra che posizioni differenti possono arricchire e orientare a sinistra la
coalizione, a patto che gli elettori ci vogliano dare sufficiente forza.”

Entrando nel merito delle idee e delle proposte, Luzzati si esprime sul suo pane quotidiano e ci parla di Green New
Deal, economia e lavoro:
“Innanzitutto occorre chiarire che si ripone un eccesso di entusiasmo sul Green New Deal: è infatti un programma
necessario ma non sufficiente. Non servono solo investimenti ma delle normative e un sistema di incentivi e disincentivi
economici che cambino le scelte produttive delle imprese e di consumo delle famiglie. Ad esempio, per una drastica
riduzione delle emissioni è necessaria una rete di trasporti capillare, ma anche renderla competitiva rispetto all’uso
dell’automobile. Se poi si parla di lavoro, l’attuale modello di sviluppo ha promosso la riduzione del lavoro in quanto
fonte di costo aziendale. Ancor più che il Green New Deal sarebbe necessario riconoscere che l’attuale sistema dei
prezzi favorisce i beni più inquinanti, consente di scaricare all’esterno i costi privati. Eppure noi italiani non ne vogliamo
sapere: si guardi alla indecorosa opposizione che si è avuta in Italia di fronte all’ipotesi dell’introduzione di un’imposta
sulla plastica. Il nostro PIL è gonfiato, la nostra economia si fonda sulla generazione di rifiuti, è l’economia della
finestra rotta, quella del monello di Chaplin che gira tirando sassi alle finestre per consentire a Charlot di ripararle. Su
questo tema ho scritto un documento firmato da oltre 100 economisti di tutto il mondo e che stiamo per presentare ai
governi e parlamenti europei e di altri paesi.”

Le convinzioni di Luzzati sono in totale contrapposizione con le proposte avanzate dalla destra, con cui fatica a trovare
punti di contatto anche in ambiti che dovrebbero unire tutti i colori politici, “A sinistra siamo consapevoli che la realtà
è complessa e che non ci sono ricette facili. È questa consapevolezza che rende possibile la transizione ecologica verso
un maggior benessere. Tra le liste in campo, Sinistra Civica Ecologista è quella che più di ogni altra ha ben chiaro che tutto è collegato, come diceva anche uno dei padri dell’ambientalismo moderno Barry Commoner. Non c’è lavoro senza salute e non c’è salute senza un ambiente sano e non ci potrà essere un ambiente sano senza cultura e
consapevolezza.”


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