Quando il lavoro lascia un segno indelebile: si tatua il logo Coop

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LIVORNO – Graziella Loreti è la protagonista di questa commovente storia d’amore tra lavoratore e impiego. Spesso ci si lamenta, ma poi, siamo in tanti a non poter fare a meno del nostro posto di lavoro, non solo per una questione economica, ma anche per l’affetto che si crea tra colleghi o tra le mura della seconda casa.

A 59 anni, Graziella ha voluto ricordare, tramite un’intervista rilasciata al Tirreno, quelli che erano i suoi sogni e quello che la Coop (ex La Proletaria) le ha offerto, cambiandole la vita.

La sua immensa gratitudine per il suo posto di lavoro l’ha voluta tatuare sul suo avambraccio, per ricordarsi che, nonostante abbia voluto lasciare il lavoro in anticipo, deve tanto alla Coop.

Ora Graziella vuole fare la nonna a tempo pieno e godersi tutto ciò che si è guadagnata con sacrifici che però sono stati ripagati dalle soddisfazioni, dalla famiglia e dall’affetto della seconda famiglia: i colleghi.

Questa storia ci insegna che, mentre spesso leggiamo la parola lavoro in chiave negativa, dobbiamo sempre cercare il nostro posto nel mondo, buttarsi nelle nuove opportunità, che non sempre sono quelle che ci aspettiamo. Alla fine, anche quando Cristoforo Colombo partì nel 1492, non aveva in mente l’America, eppure poi… le esperienze che ci cambiano la vita non ce le aspettiamo quasi mai!


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