Guardavo davanti a me e ti vedevo con il tuo cellulare con l’asta, pronto a registrare tutto.

Io, a volte, ti prendevo in giro, ma tu svolgevi sempre meglio di me il tuo ruolo di giornalista . Con il tuo Papillon eri sempre elegante, raffinato. Davanti al nuovo prefetto lasciavi sempre il tuo biglietto da visita. Ti distinguevi sempre, portando in alto il giornalismo pontino. Ti avevo incontrato davanti all’ospedale, era dicembre. Stavi bene.

Poi non ti ho più visto e a metà gennaio mi avevano detto che eri ricoverato, intubato. Non ci  volevo credere e invece il covid ti aveva colpito. Maledetto virus !

Ti ha portato via nel giro di un mese, mentre tua moglie si è salvata. Ora tutta la stampa pontina ha perso un vero professionista che amava la sua Aprilia e che ci ha insegnato uno stile di vita .Delle volte insistevi ed eri un po’ pesante, ma era nel tuo modo di fare perché tu dovevi capire fino in fondo e formulavi  le giuste domande. Ti ricordo quel pomeriggio alla ABVE di Campoverde, con Nicoletta Carboni del Sole 24 ore.

Ora siamo tutti più soli, orfani.

La intervistavi sempre quando conduceva i dibattiti. Era un tuo punto di riferimento obbligato. Te ne sei andato in un momento difficile per la Nazione, per la nostra Regione, per le nostre città ed ora c’era più bisogno della tua presenza dei tuoi approfondimenti. Ieri al Cambellotti ti ho pensato e per un attimo è uscita una lacrima sul viso. Pensavo a te. Si perché tu saresti venuto sicuramente, in quanto la presentazione del nuovo museo è un evento culturale importante e ieri mi mancavano quell’asta, quelle riprese, quelle registrazioni. La tua voce l’ho sentita per un attimo, ma tu non c’eri più, eri lassù, lontano da tutti noi, ma eri presente, come ogni volta che bisognava partecipare ad incontri significativi. Caro Gianfranco, grazie per tutto quello che hai fatto per il giornalismo pontino, grazie di tutto e scusami se delle volte non sono state bravo con te, ma anche io ho i miei difetti, come tutti del resto.

Non ti dimenticherò e questo vuol dire che hai seminato bene e nessuno si scorderà di te, tutti i tuoi allievi, tutti i ragazzi che hanno creduto nel giornalismo, grazie ai tuoi insegnamenti, ai tuoi slanci, in un momento difficilissimo per questa professione.  Ciao Gianfranco, un abbraccio sincero a te, a tua moglie e alle tue meravigliose figlie !


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