Quando Gianni Di Pietro decise di istituire il premio Mecenate dello Sport Varaldo Di Pietro per ricordare la figura del padre, uno dei primi riconoscimenti è stato assegnato a Renato Mocellin. Non poteva essere diversamente, lui ha davvero interpretato la vecchia figura del mecenate, differente a quella dello sponsor, del solo abbinamento pubblicitario. Renato Mocellin, dal Veneto a Settimo Torinese, poi a Latina. ll patron della Sicma Sud – azienda metalmeccanica di Latina Scalo – ha scritto pagine importanti nello sport pontino e anche oltre. E’ stato uno dei pochi mecenati puri, non ha mai avuto nulla in cambio dal potere politico rispetto ai suoi notevoli esborsi di denaro in favore dello sport in tante sue componenti.

Il “Moc”, arrivato in Agro nel 1968, ha dato una grossa spinta alla realizzazione di manifestazioni internazionali ad alto livello, non si è mai sottratto quando un dirigente lo chiamava al telefono per ottenere un contributo. Un uomo “splendido” come si diceva una volta, proteso alla bella vita, al divertimento ma anche a dieci ore consecutive di lavoro in fabbrica. L’esordio di Renato Mocellin nel mondo della palla a spicchi è arrivato nel 1974. Lo Sporting Club Sicma Sud – arbitri De Orchi e Di Lonardo di Frosinone – affrontò il primo incontro stagionale all’arena del Circolo Cittadino nel campionato regionale di Promozione. Alla fine del primo tempo il “Moc” si avvicinò ai due “fischietti” e gli disse: “Ditemi dove abitate, mi compro il palazzo e vi intimo immediatamente lo sfratto”.

 

Una frase che fece subito il giro della città. Renato non ha mai avuto un rapporto felice con i direttori di gara. Una sera, al palazzetto di via dei Mille, ha tirato in campo un Rolex d’oro, era davvero stupito da certe decisioni. Tutti i giocatori di basket, allora, volevano essere ingaggiati dalla SICMA SUD: stipendi sicuri e puntuali. Non mancavano lauti premi partita e cene luculliane al Charlie Brown di Sermoneta, il locale preferito dal Renato, sempre il primo a dare il via alle serate danzanti e al divertimento.

All’industriale torinese piaceva anche scommettere sui tiri liberi al termine degli allenamenti. Era solito posare un biglietto da 100.000 lire e metterle in palio tra i giocatori della squadra, specialmente al termine dell’allenamento del venerdì sera. Aveva creato un buon rapporto con molti cestisti, alcuni furono assunti alla Sicma Sud: Gianni Carboni, Mausoli, Rizzitiello, Dotto, Odone, Galeazzi, Mastrantoni.

Gianni Carboni era nato nel 1956, perì nel dicembre del 1978 nel disastro aereo di Punta Raisi. Dopo la trafila nelle giovanili dell’Ab Latina, arrivò a giocare sino in serie C con il quintetto nerazzurro, poi fu ingaggiato dalla Sicma Sud. Era una guardia dalle spiccate doti offensive e difensive, dotato di un ottimo tiro dalla lunga distanza che scoccava con una tecnica originale ma efficacissima. E’ deceduto mentre stava per recarsi a Cefalù, sua squadra di appartenenza nel campionato di Promozione siciliano. Renato Mocellin, il giorno dei funerali nella Cattedrale di San Marco, decise di chiudere lo stabilimento per permettere a tutti di assistere al rito.

Il “Moc” è stato eletto presidente del Pontinia Calcio, poi diventato Atletico Latina in seguito al cambio della denominazione sociale. Dal capoluogo il trasferimento a Formia, dove ha assunto la presidenza del club tirrenico per due anni in Eccellenza arrivando a sfiorare la categoria superioret. Gli amori sportivi sono stati tanti per Mocellin. Il baseball lo ha visto protagonista con abbinamenti pubblicitari a Latina (serie A1) a Roma (serie A2), Nettuno (Eccellenza) con i marchi Olimpic Abbigliamento e Merimec. In primo piano anche nell’atletica leggera con l’organizzazione del famoso “Cross dei Casali Pontini”, in sintonia con il manager formiano Elio Papponetti, che ha visto nella prima edizione la presenza di Venanzio Ortis. I due giramondo hanno “inventato” una rassegna campestre con i fiocchi, scegliendo sempre grandi atleti.

Il suo passatempo preferito? Era giocare a carte con Bruno Miglioranza, il custode del Palazzetto improvvisando partite infinite. Nel 2011 è stato assegnato a Renato Mocellin il premio Mecenate dello Sport, ideato da Gianni Di Pietro, un riconoscimento meritato.

 


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