Rinunceremo alla Messa di Mezzanotte, senza per questo dimenticare il vero senso del Natale: la nascita di Gesù

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LATINA- “Lo dico da cattolico”. Quando incontrate gente che s’avventura in questa premessa, diffidate. Più o meno suona come l’omofobo che, dovendo sostenere una argomentazione contro gli omosessuali, premette :”Io, poi, ho tanti amici gay”.
Il Ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia, colpevole oltretutto di essere marito di Nunzia De Girolamo, ha premesso :”Lo dico da cattolico”, per poi subito spararla grossa: “Gesù bambino può anche nascere due ore prima, non è eresia”.
Suggerirei al Ministro di occuparsi di regionalismo, Titolo V ed altre questioncine che attengono al suo ufficio. La Politica non si occupi di Gesù Bambino o dei riti della Chiesa Cattolica.
Sappiamo bene che la data del 25 dicembre è convenzionale, innestata su festività preesistenti eccetera eccetera. Tuttavia, è sgradevole e stonato sentire o leggere istituzioni, nazionali e comunitarie, dettar legge a Santa Romana Chiesa.
Ovviamente la Conferenza Episcopale, cioè i Vescovi, abbozzano per non creare incidenti diplomatici, illustri esponenti della Chiesa, come ad esempio il direttore della “Civiltà Cattolica”, Padre Antonio Spadaro S.J., confermano la piena collaborazione della Chiesa nel contrasto alla pandemia e al contagio. Tuttavia, si leva forte il grido del gesuita forse più vicino a Papa Francesco al Ministro Boccia e, in generale , al potere politico :”La politica deve abbassare le mani sullo svolgimento delle celebrazioni liturgiche e non deve sottovalutare le esigenze spirituali delle comunità religiose che, con i loro valori, contribuiscono a garantire la tenuta e la coesione sociale”.
Il popolo di Dio è chiamato ogni giorno a rinnovare la presenza, la nascita perpetua di Cristo. Attraverso i Sacramenti, la lettura della Parola, con le azioni di carità verso il prossimo. Dunque, questo popolo accetterà di non partecipare alla Messa di mezzanotte per tutelare la salute di ognuno.
Tuttavia, risulta davvero incomprensibile – stavolta sì, lo dico da cattolico – che si consentano aperture di nuovi centri commerciali con conseguente affollamento, di fatto assegnando al Natale il ruolo di festività del consumo e, diversamente, si considerino rischiose le celebrazioni religiose. Forse un po’ antipatiche, ché ci ricordano il vero senso del Natale: Dio ha tanto amato l’uomo da mandare il suo unigenito Figlio tra noi per redimere, attraverso la Croce, il mondo intero.
Obbediamo ma non dimentichiamo che, a Natale, in una povera stalla di Betlemme ,è nato quel Gesù Cristo nel cui nome ciascuno di noi, attraverso il Battesimo, è pienamente uomo. Pienamente amato.


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