Ristoro nucleare, il Comune invia una diffida al Governo: in ballo oltre 10 milioni di euro

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Centrale nucleare
LATINA – Dopo aver partecipato all’incontro tenutosi nelle scorse settimane tra i Comuni dell’Ancin che avevano vinto il ricorso per la restituzione del 100% dei fondi destinati al ristoro nucleare, anche l’amministrazione di Latina inizia a muovere i suoi passi.
La vicenda affonda le sue origini durante il mandato del sindaco Zaccheo che diede avvio, insieme agli altri sindaci dei comuni nuclearizzati alla battaglia per la restituzione del 70% del ristoro che il Governo aveva deciso di tagliare. Una decisione contestata verso la quale i comuni aderenti all’Ancin hanno proposto ricorso trovando, presso il Tribunale di Roma, una prima soddisfazione alle proprie richieste.
Purtroppo però al momento della firma del ricorso il Comune di Latina non si è costituito come parte in causa.
L’amministrazione Zaccheo era stata sfiduciata e prima il Commissario Nardone, poi il sindaco Di Giorgi, non ritennero di partecipare alla battaglia legale contro il Governo. Una battaglia che per ironia della sorte aveva mosso i primi passi proprio per iniziativa del Comune Capoluogo.
Nei mesi scorsi proprio lo stesso Zaccheo aveva sollevato il problema, denunciando il pericolo che, per l’immobilismo di chi aveva amministrato dopo di lui, Latina perdesse somme cospicue per non aver partecipato all’azione collettiva dei comuni aderenti all’Ancin.
L’Amministrazione Comunale ora prova a recuperare il terreno perduto e, come spiega la nota di Piazza del Popolo, “Forte del diritto alle misure di compensazione territoriale previste per Comuni, Province e Regioni che ospitano centrali atomiche in dismissione e impianti del ciclo del combustibile nucleare, il Sindaco Damiano Coletta ha inviato lo scorso 17 ottobre al Presidente del Consiglio, al Ministero dell’Economia e delle Finanze e al Cipe un atto di invito, diffida e messa in mora in riferimento al cosiddetto ristoro nucleare.

Tale misura compensativa è inserita nelle bollette elettriche pagate dai contribuenti (MCT misure di compensazione territoriale) per finanziare interventi di riqualificazione ambientale e territoriale nelle zone coinvolte dagli impianti nucleari. Questo contributo, che inizialmente era previsto nella misura del 100% a favore degli enti locali, è stato ridotto a decorrere dal 2005 al solo 30%. Una recente sentenza ha stabilito che invece tale contributo spetta totalmente ai Comuni, alle Province e alle Regioni.

Con la lettera di diffida l’Amministrazione intende recuperare le quote che non sono state corrisposte al Comune di Latina a partere dall’anno 2006.

L’atto fa seguito all’incontro organizzato presso l’Ancin lo scorso 27 settembre dal quale era scaturita la decisione di attivarsi dal punto di vista legale interrompendo i termini prescrizionali del diritto del Comune di Latina a vedere riconosciuto l’intero contributo previsto dal Dl 314/2003. In questo modo, in attesa di conoscere gli sviluppi dell’azione intentata da tutti gli altri Comuni interessati (ad eccezione del nostro) attualmente pendente in Corte d’Appello, l’Amministrazione ha inteso non precludersi alcuna possibilità. Potenzialmente il Comune potrebbe vedersi attribuire una quota di ristoro di oltre 10 milioni di euro”.
Alle casse di Piazza del Popolo, quanto mai esangui, una somma del genere farebbe comodo più che mai.


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