Il sindaco di Roccagorga, Nancy Piccaro, è salita stamane a Monte Sant’Angelo per ricordare i fratellini Bartolomeo e Giovanbattista Rossi, vittime della follia nazista.

Era il 16 aprile del 1944 quando due soldati tedeschi si avventurarono sulle colline lepine in cerca di vettovaglie.

Sulla sua strada uno dei due incrociò il pastore Alfiero Rossi al quale intimò, sotto la minaccia delle armi, di consegnargli una pecora.

Mentre camminavano il pastore, provocato dal militare, ebbe un gesto istintivo di reazione, che sfociò in una colluttazione nella quale ebbe la peggio il tedesco, rimanendone ucciso. Rossi riuscì a scappare.

Ma immediata scattò la rappresaglia dei nazisti che, individuata la capanna di Alfiero, requisirono i due figli e li bruciarono vivi.

Avevano rispettivamente 12 e 6 anni. Una morte atroce, assurda. A salvarsi fu solo la moglie che tuttavia fu umiliata con il taglio a zero dei capelli.

Sul luogo dell’eccidio si è recato oggi, in occasione della ricorrenza del 77° anniversario dell’accadimento, il primo cittadino di Roccagorga per deporre una composizione di fiori attraversata da un nastro tricolore ai piedi del monumento edificato in memoria dei due fratellini, ed osservare un momento di raccoglimento per una barbarie “che sarà sempre una ferita sanguinante per tutta la comunità”.


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