Un rumore assordante hanno fatto nei giorni scorsi le dichiarazioni del direttore tecnico Francesco Cattaneo sul possibile trasloco della squadra italiana di canottaggio da Sabaudia, ritiro storico della nazionale azzurra in prossimità di ogni grande appuntamento internazionale.

Una decisione, quella ventilata dal d.t. azzurro, da attribuire, in particolare, al sovraffollamento del lago di Paola durante i mesi invernali quando, ingolosite da un clima ed un ambiente ideali, scendono per allenarsi in terra pontina le rappresentative remiere di diverse nazioni europee, rendendo il bacino intasato più o meno come la 148 nelle ore di punta.

Sull’argomento interviene con una nota Anna Scalfati, presidente del Consiglio d’Amministrazione dell’Azienda Vallicola del lago di Paola.
“La famiglia Scalfati che ha come riferimento le volontà dell’avv. Giulio Scalfati, già ufficiale della Regia Marina e canottiere lui stesso, ha sempre avuto un rapporto di stretta collaborazione con la Marina Militare. L’attuale gestione della Azienda Vallicola del Lago di Paola ha inteso fin dall’inizio mantenere questo stretto legame in base al quale è stato possibile ospitare con ottimi risultati la squadra Nazionale Italiana all’interno delle strutture militari attrezzate lungo la sponda del lago e all’interno della città di Sabaudia.

E quindi pur non essendoci un diretto rapporto tra la gestione e la proprietà del Lago di Paola e la Federazione Nazionale Canottaggio, gli atleti hanno potuto considerare il bacino la loro “seconda casa” dopo Piediluco.

La preziosa cornice del Lago di Paola è il frutto di un’opera incessante di contrasto ad attività abusive che di fatto, negli anni, avrebbero totalmente precluso l’uso sportivo del canottaggio.
Dobbiamo ricordare che non molti anni fa vantavano diritti di presenza sul lago i detentori di una organizzazione abusiva di sci nautico con uso di potenti motori fuoribordo del tutto in contrasto con le normative ambientali.

Oggi, grazie al lavoro di recupero ambientale e di ripristino della legalità è possibile discutere di attività compatibili, come la pesca ( attività agro-silvo-pastorale) e attività da sottoporre a procedura di Valutazione di Incidenza ambientale (VINCA), come il canottaggio.

Questo lavoro è stato oggetto negli ultimi due anni di numerose riunioni, promosse e condivise tra la Azienda Vallicola, la Marina Militare, il Comune di Sabaudia e la Presidenza del Parco del Circeo.

Lo sviluppo delle attività del canottaggio è avvenuto in modo spontaneo e ha dato vita a una economia del territorio che oggi, al di là dei meriti, può essere in contrasto sia con le attività di pesca sia con la sicurezza degli atleti della Nazionale ospiti della struttura della Marina Militare e degli altri gruppi sportivi militari.
Per tale ragione alla fine del periodo di esclusiva destinato alle attività propedeutiche alla Prova di Coppa del Mondo entrerà in vigore un regolamento che vedrà pochi protagonisti e grande professionalità nella gestione degli accessi al Lago.

Sicuramente i Circoli in affitto sul sedime comunale e pochi pontili autorizzati. L’accesso al lago sarà garantito a un numero di atleti direttamente proporzionale alla Valutazione di Incidenza che stabilirà quale numero di barche è sostenibile dal punto di vista ambientale ( fintanto che non si produrrà motore elettrico per gare).

E’ evidente che grazie alle intese cinquantennali con la Marina Militare che, come si è detto ospita la Nazionale di Canottaggio, il primo posto è destinato ai nostri atleti. Tutto ciò che sarà possibile destinare al turismo sportivo sarà reso disponibile e solo una buona gestione dei flussi, degli accessi e dei comportamenti porterà ad un allenamento condiviso. Fintanto che ciò non si verificherà e anche al fine di non dare spazio a equivoci, nel senso che la Nazionale è per noi un vanto e ci piacerebbe che la Federazione considerasse Sabaudia alla stregua di Piediluco, abbiamo ritenuto di disporre temporaneamente un orario di esclusiva per la Squadra Italiana dalle 9,30 alle 11,30 lasciando il resto della giornata per gli altri atleti. Sempre nel rispetto del regolamento che verrà reso noto nei prossimi giorni.

La famiglia Scalfati e la sottoscritta come erede diretta dell’avv. Giulio Scalfati e protagonista di tante battaglie per la salvaguardia del Lago ritiene questo punto di arrivo, la Prova di Coppa del Mondo e tutto ciò che ne consegue compresa la costante presenza della Nazionale, la più bella ricompensa per un impegno che dura da oltre cento anni.


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