La frase d’ordine in Comune è: “Non creare allarmismo”. Nessuno vuole togliere il merito alla città che nei mesi topici della pandemia ha saputo contenere al meglio la diffusione dei contagi, grazie anche al senso di responsabilità dei cittadini. Ma oggi, parlando con le persone comuni, scorrendo i social che sono specchio quasi fedele dell’umore della gente nei confronti di determinati argomenti, specie quelli più sensibili, come in questo caso, non si può disconoscere che emerga una diffusa preoccupazione. Si pensava che in estate, con il solleone e il caldo pressante, tipo quello che sta dominando questa prima settimana d’agosto, e la vita all’aria aperta, la virulenza del virus potesse scemare o persino scomparire, andando a compensare l’inevitabile, corposo afflusso turistico di stagione che porta al raddoppio della popolazione presente sul territorio municipale. Significando ciò che qualche sporadico assembramento, sempre da mettere in preventivo, avremmo potuto anche sopportarlo, senza destabilizzazioni. Invece, a partire dalla fine di giugno, le presenze in città sono aumentate addirittura rispetto al numero degli anni scorsi, mentre il covid-19 non sembra aver perso del tutto la sua forza di espansione, approfittando anche dell’accresciuto “bacino d’utenza” e della tenuta di comportamenti più disinvolti. Le inevitabili e necessarie riaperture, pur se scaglionate nei tempi, per far ripartire giustamente il mondo del lavoro, il generalizzato ottimismo desunto dai quotidiani bollettini sanitari, lo svuotamento delle terapie intensive, ma soprattutto la voglia di tornare a vivere come prima ci hanno fatto abbassare i guantoni. Ed ecco vedere per strada mascherine penzolanti dal polso, riedizioni del vecchio, caro yoyò, o indossate alla carlona, distanze ravvicinate ed assembramenti volontari o involontari. L’incontrario di tutto quello che a cadenza serrata gli esperti e i media ci ricordano di non fare. Quegli stessi mezzi d’informazione, anche a carattere nazionale, che in questi giorni stanno citando Sabaudia per gli avvenimenti che conosciamo. Ad oggi il computo generale dice che nel comprensorio comunale dall’inizio dell’epidemia si sono verificati 18 casi, di cui solo uno veramente importante, superato, per fortuna, grazie al coraggio e alla determinazione del colpito e alla professionalità dello staff del Goretti. Ma ciò che dà pensieri è il fatto che dei 18 casi diversi sono stati quelli venuti fuori nelle ultime settimane. Nessun allarme, please, né ci sono responsabilità da distribuire. Ma ciò deve essere argomento di riflessione per l’immediato futuro. Nelle prossime settimane il programma delle manifestazioni estive annovera due spettacoli pirotecnici nelle serate, l’uno del 15 agosto, l’altro del 29 agosto. Appuntamenti che, come da copione, richiameranno in Piazza del Comune il pubblico delle grandi occasioni. Conferma o taglio? Ecco servito il dilemma.


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