Tre proposte al Sindaco Coletta , la palude ed il centrodestra senza idee

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Piazza del Popolo a Latina, il set di storia di Piera

LATINA- La pandemia ci costringerà, obtorto collo, a posticipare le elezioni amministrative in autunno. Fine settembre, forse ottobre. Si dirà, meglio, ché le forze in campo potranno organizzarsi. Devo dirvi la sincera verità: che tristezza! Chi scrive è un appassionato al limite del patologico delle cose politiche, così come il necrofilo si diletta nel riesumare salme, io mi ricreo nella strategia politica et similia.

La tristezza sta nel fatto che la Politica ed i partiti hanno esaurito la loro ragion d’essere. A Latina, poi, pare essere riemersa una palude melmosa e mortifera. Non c’è una idea, una visione, un programma. C’è Coletta che fa il Sindaco da cinque anni e che si ripresenterà con l’appoggio del Pd e di qualche lista vagamente di sinistra. Mi pare una buona cosa. Devo confessare, poi, un piccolo conflitto d’interesse: nutro nei riguardi di Enrico Forte un sentimento di amicizia e di simpatia umana che non potrei sparare sulla croce rossa, dunque sulla ditta zingarettiana meglio sorvolare.

Al Sindaco di Latina mi preme suggerire due cose, piccole forse, ma di grande significato politico. La prima: dia immediatamente un segnale di discontinuità nel governo. Lo dice anch’egli a più riprese, da uomo onesto quale è, che non si è poi così brillato. Bene, si dica fin d’ora che la squadra per governare la città nel futuro sarà tutta un’altra, tutta diversa. Più competenze, meno amici miei. Persino, oso forse un poco troppo, si potrebbe pescare fuori dal proprio recinto culturale e “politico”: se uno è bravo, colto, brillante e mastica la Politica chissenefrega se è di destra o, lesa maestà, persino anticomunista. Voglio esagerare, se non intende abbassarsi i pantaloni al primo pubblico ministero che incontra per la via, dovrebbe essere benvenuto.

Poi, la seconda cosa: istituisca domani mattina un super Assessorato alle Politiche Europee. Di questi tempi, con i danari del Next Generation UE, quella europea non può essere una delega fra le tante. Serve un Assessore che si occupi di Europa a tempo pieno.

Ne avrei un terzo, di suggerimento, di natura strettamente personale: basta con lo stupro sistematico alla lingua italiana. Assessore, Consigliere, Presidente, Sindaco sono cariche che la Costituzione prevede esser così definite. Che senso ha declinarle al femminile, rinnegando la bella lingua italiana? Davvero si vuol ridurre la Donna ad una “a”?

L’universo del centrodestra è un gigantesco circo equestre. Cartelloni, manifesti, fiere delle vanità, corride di personaggi che in un’altra stagione avrebbero aperto e chiuso la porta di una federazione politica. Ho letto negli scorsi giorni articoli che mettevano nello stesso testo il nome di Vincenzo Zaccheo con altre figurine di quella che è persino offensivo chiamare destra. Quel mondo ha soltanto una strada da percorrere: aprire una grande Costituente delle idee, dei programmi e dei valori dove ci si cosparga il capo di cenere per aver partecipato (se non proprio ideato e realizzato) alla più grande mascalzonata politica degli ultimi anni: la cacciata di Vincenzo Zaccheo dal Palazzo comunale.

Senza queste parole di verità, che poi dovrebbero essere intese come una pacificazione con la propria storia passata, per il centrodestra sarà impossibile ritrovare una qualche credibilità per tornare al Governo.

 

 


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Matteo Palombo
Sono laureato in Scienza della Politica con tesi dal titolo: ”L’eccezionale: Storia istituzionale della V Repubblica francese”. Socialista liberale libertario e radicale. Mi sono sempre occupato di politica e comunicazione politica collaborando a campagne elettorali e referendarie. Ho sempre avuto una passione per il giornalismo d’opinione e in News-24 ho trovato un approdo naturale dove poter esprimere liberamente le mie idee anche se non coincidono sempre con la linea editoriale della testata. Ma questo è il sale della democrazia e il bello della libertà d’opinione.