Trump o Biden? Vince la democrazia

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Dopo giorni che hanno tenuto tutti con il fiato sospeso, le elezioni americane sembrano finalmente avviarsi verso la conclusione. Seppur senza troppi entusiasmi, Biden sarà con ogni probabilità il Presidente americano più votato di sempre, superando addirittura Barak Obama che nel 2008 aveva conquistato 69.498.516 voti.

Comunque lo si voglia leggere, questo risultato rappresenta un segnale forte per la democrazia americana che si dimostra più forte di quello che molti fatalisti avevano pronosticato negli ultimi anni. Se c’è un chiaro vincitore di queste elezioni, questo è sicuramente il sistema democratico. Il popolo americano si è infatti espresso con la percentuale di affluenza più alta dal 1908, arrivando addirittura a toccare quota 67%. Questo non rappresenta certo un elemento di secondaria importanza. A differenza del sistema italiano, infatti, in America per votare è necessario iscriversi, per questo molte persone spesso decidono di non partecipare. Questa volta invece, la scelta di milioni di americani di recarsi alle urne (o scegliere la modalità del voto per posta) è un gesto fondamentale e potente, che dimostra una scelta ben precisa. Il popolo americano è sovrano ed è capace di dare al mondo una lezione di democrazia assai migliore di quella dei candidati, che nella prima notte del voto hanno entrambi annunciato prematuramente la vittoria.

Ancora una volta la democrazia ha retto, adesso resta da vedere se sarà il senso istituzionale a prevalere o se davvero Trump contesterà il voto per vie legali. Se così dovesse accadere, come sembra, questo rappresenterebbe un vulnus per la democrazia americana, abituata ad avere (quasi) sempre dei concession speech politicamente corretti e un trasferimento pacifico dei poteri.

D’altra parte, è pur vero che non sarebbe la prima volta, dato che nel 2000 abbiamo già assistito ad un conflitto sui voti, che vide prevalere Bush su Al Gore davanti alla Corte Suprema. Tuttavia questa volta la probabile richiesta di Trump ha una valenza molto più simbolica, volta a minare la tenuta dell’intero sistema aggirando intenzionalmente le regole per cercare di piegare un meccanismo democratico che si è dimostrato ben più forte di quello che sperava. Comunque vadano le cose, il conteggio dei voti (e dunque anche la sua contestazione), fanno parte del sistema democratico. Il goffo tentativo di Trump di piegare la democrazia, potrebbe, paradossalmente, rafforzarla. 

 


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