Vaccino COVID19: le risposte da un Medico sul fronte

In questa intervista esclusiva il Dott. Massimiliano Desideri risponde ad alcune delle domande più frequenti in merito alla vaccinazione contro COVID-19, spiegandocene in termini semplici i meccanismi e raccontandoci la sua personale esperienza.

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Dott. Massimiliano Desideri

PISA – 1 gennaio 2021

Dal 27 dicembre è iniziata la campagna vaccinale contro il virus SARS-CoV-2, in molti hanno espresso la propria opinione, più o meno fondata su basi scientifiche, tentando di portare da una parte o dall’altra di quella che ormai è divenuta una trincea, cittadini sempre più in balia di incertezze e dubbi: per fare chiarezza, sfruttando una disponibilissima fonte autorevole, abbiamo nuovamente intervistato il Dott. Massimiliano Desideri, che già in passato ci aveva raccontato la guerra contro l’epidemia direttamente dalla prima linea (Link articolo precedente), Specialista in Malattie dell’Apparato Respiratorio e Dottore di Ricerca in Fisiopatologia Cardiovascolare, Dirigente Medico nella U.O. Pneumologia AOUPisana diretta dalla Prof. Laura Carrozzi, che lavora all’ospedale di Cisanello dal 1998, dopo essersi specializzato all’Università di Pisa e aver ottenuto il dottorato di ricerca all’Università Tor Vergata di Roma.
Il Dott. Desideri, come molti altri Medici, si è sottoposto oggi alla vaccinazione e ha in seguito risposto ad alcune delle domande che affollano social media e programmi televisivi, in questa intervista esclusiva.
Oggi è il primo giorno dell’anno, un’occasione di riposo, ma non per la complessa macchina organizzativa allestita dall’Azienda Ospedaliero Universitaria di Pisa per il vero inizio della campagna vaccinale sul personale sanitario che ha visto impegnati Medici ed infermieri della Medicina Preventiva del Lavoro (in foto il Dott. Giovanni Guglielmi), anche con l’ausilio di altre figure professionali di supporto.”

Dott. Giovanni Guglielmi, Medicina Preventiva del Lavoro

Perché ha deciso di vaccinarsi?
“Perché il vaccino rappresenta un’opportunità per contribuire al controllo della pandemia. Per fortuna sarà un diritto di cui tutta la popolazione avrà la possibilità di usufruire gratuitamente su base volontaria, ovviamente con i criteri di pianificazione della campagna vaccinale scelti dal Governo. Per chi lavora in Sanità è anche un dovere per proteggere oltre che se stessi anche gli assistiti. Sicuramente per me, che l’ho effettuato nella prima vera giornata di vaccinazione, anche un privilegio ed un esempio per non seguire i consigli dei “laureati all’Università di Facebook.”

Come si sente dopo essersi vaccinato? Ha riscontrato qualche problema o malessere?
“A parte l’emozione per aver vissuto un momento epocale, non ho riscontrato nessun problema. Ma nella complessità dell’organizzazione, oltre ad un’accurata raccolta anamnestica personale prima della somministrazione, c’è anche il periodo di osservazione (di circa 15 minuti) dopo aver assunto la dose del vaccino per via intra-muscolare con la costante presenza di personale Medico ed infermieristico dedicato.”

Suggerirà la vaccinazione anche ai suoi familiari?
“Certamente sì. Spero che a breve anche altri vaccini per COVID-19 siano disponibili per la commercializzazione in modo da aumentare la quantità di dosi e di conseguenza ridurre i tempi necessari per vaccinare la maggior parte della popolazione. Nel frattempo non dimentichiamoci della prevenzione (distanziamento, mascherine e igiene delle mani) perché i mesi per un ritorno ad una nuova normalità non saranno pochi.”

Cosa risponde a chi si schiera contro alla campagna di vaccinazione chiamando in causa i troppo brevi tempi di sperimentazione?
“In realtà, anche se utilizzando una procedura più snella (chiamata revisione continua) per la valutazione dell’efficacia e della sicurezza dei vari vaccini, quello che ha fatto la differenza è la biotecnologia che ha permesso prima di sequenziare rapidamente il materiale genetico di SARS-CoV-2 e, successivamente, di “costruire” in laboratorio il vaccino con la tecnica del mRNA. E comunque, sia prima dell’immissione in commercio nelle fasi sperimentali (I-III) che nella fase cosiddetta IV di farmacovigilanza, i dati sia di sicurezza che di efficacia sono veramente confortanti.”

Cosa consiglia ai cittadini dubbiosi o spaventati dai tanto discussi effetti collaterali? Può spiegarci, in modo comprensibile anche per i profani, i meccanismi alla base di questo vaccino?
“Come con l’uso di tutti i famaci (termine che etimologicamente deriva dal greco antico e significa rimedio, medicina, ma anche veleno) e i vaccini già in commercio, possono esserci degli effetti indesiderati, per esempio nei soggetti allergici, ma sono le stesse controindicazioni o le solite precauzioni che questi soggetti dovrebbero tenere con tutti i farmaci assunti. Quello che spaventa le persone è che la tecnologia utilizzata per la preparazione di alcuni di questi vaccini è nuova, ma questo ha anche permesso di sviluppare il vaccino in tempi rapidissimi. In pratica per i due vaccini di Pfizer (BNT162b2) e Moderna (mRNA-1273) è stata utilizzata la tecnologia ad mRNA (messanger Ribo Nucleic Acid) il cui approccio consiste nell’iniettare all’interno del corpo degli mRNA, ossia microparticelle di RNA cosiddetto “messaggero” nelle cellule, in grado di insegnare all’organismo a produrre le difese necessarie. Nel caso mRNA-1273 e BNT162b2, le informazioni per la produzione di una porzione della proteina virale spike di superficie. Iniettato il vaccino, le cellule ricevono l’mRNA dentro un piccolo involucro di lipidi (necessario per entrare nelle cellule) e lo usano come stampo per ricavare proteine virali. Da sola, senza il resto del virus, la spike è innocua, ma mette in allarme il sistema immunitario e lo induce a produrre anticorpi. A quel punto, quando e se una persona vaccinata dovesse “incontrare” il coronavirus SARS-CoV-2, i suoi anticorpi riconosceranno la spike perché già incrociata nell’attacco simulato col vaccino, e nella maggior parte dei casi agiranno di conseguenza – il sistema immunitario riconoscerà e attaccherà il virus prima che provochi l’infezione. Il vaccino di Astra Zeneca (AZD-1222) invece usa una tecnologia diversa e più conosciuta, cioè un adenovirus geneticamente modificato come vettore virale non replicante per produrre la proteina spike del virus SARS-Cov2. In questo caso il vettore virale è costituito da un adenovirus (una versione indebolita di un comune virus del raffreddore); per farlo diventare anche “ricombinante” all’adenovirus è stato poi aggiunto un codice genetico per fornire istruzioni per la produzione della proteina spike del Coronavirus, facendo in modo che, una volta iniettato nell’organismo, l’adenovirus comincia a produrre questa proteina. Ciò si traduce nella formazione di anticorpi contro la proteina spike che si trova sulla superficie dei coronavirus (stessa piattaforma dei vaccini per influenza, TB, Zika). Ci sono poi altri vaccini, in fase attuale di sperimentazione, che usano virus inattivati (Siovac,  Sinopharm), cioè virus che vengono uccisi e mescolati ad un adiuvante (idrossido di alluminio) prima di essere iniettati nei pazienti. In questo modo si ottiene la risposta immunitaria, ma non si causa alcuna infezione (la tecnologia con virus inattivati è la quella più “vecchia”, la stessa di quella dei vaccini contro il morbillo e la poliomielite).”

Il Dott. Desideri che si sottopone alla vaccinazione.

Il rapido sviluppo di un vaccino ci ha dimostrato quanto la ricerca medica possa correre al traguardo se supportata da importanti investimenti e vivo interesse da parte della popolazione e dei governi, lasciamo che questo messaggio ci accompagni anche in futuro, quando i tempi saranno migliori. Vaccinarsi è un diritto e soprattutto un gesto di amore verso se stessi e verso il prossimo, una scelta in cui ogni cittadino non è lasciato solo ma viene accompagnato e monitorato da personale preparato e attento. Raccogliamo le informazioni da Medici e Operatori Sanitari autorevoli che hanno dedicato la propria vita allo studio della Materia, senza cadere in facili e pericolose trappole costituite da termini roboanti e aria fritta.
Un caloroso ringraziamento e i migliori auguri di buone feste al Dott. Desideri e al Dott. Giovanni Guglielmi dalla sezione Toscana di News-24.it.

 

 


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