La Consigliera comunale e provinciale Valeria Campagna

LATINA- Valeria Campagna- una delle principali esponenti della Coalizioni del sindaco Damiano Coletta eletto per la seconda volta sullo scranno più alto di Piazza del Popolo – che incontro nel Palazzo Comunale per una intervista, è tante cose. In primo luogo, una ragazza della cui intelligenza ed abilità politica non si può dubitare. A 18 anni viene eletta in Consiglio Comunale con Lbc giovani. E’ la ragazza più giovane in Italia ad essere eletta in una assemblea elettiva, seppur locale. 

In quella consiliatura Valeria finirà per essere eletta, a seguito delle dimissioni di Dario Bellini dal Consiglio, Capogruppo di Lbc. Ruolo che ricopre tuttora, in quella che potremmo definire la stagione della maturità di questa lista civica che oggi si trova a governare con Pd, civiche di sinistra, Forza Italia ed Annalisa Muzio. 

Preferenze? 1035. Un record che l’han fatta essere la più votata della sua coalizione e di Lbc. 

Alle ultime provinciali la Campagna che fa? Si candida, venendo eletta ed assumendo la presidenza della Commissione Scuola, asset fondamentale per l’ente di Via Costa. 

La trovo maturata, concentrata sugli obiettivi, con le immancabili mascherina e borraccia fucsia. 

 

Partirei dalla strettissima attualità. Il Consiglio Comunale del 1 febbraio ha approvato la cosiddetta “Mozione Campagna” sulla Banca D’Italia. Le chiedo, dunque, quale sarà il futuro della ex Banca?

 

Abbiamo deciso di presentare questa mozione per aprire un dibattito in Aula su un tema, come lei ha sottolineato, di grande attualità. E’ il Consiglio Comunale, infatti, il luogo deputato per affrontare questa ed altre questioni. Il dibattito è stato ricco e plurale, anche nella diversità delle posizioni ed al netto delle votazioni finali sulle singole mozioni. 

La mozione, naturalmente, non aveva la pretesa di offrire soluzioni finali ma di aprire, appunto, un dibattito ed offrire una cornice di indirizzo: rendere fruibile alla città uno spazio così bello e prestigioso, con una attenzione particolare alle nuove generazioni. Mancano spazi di socialità, di aggregazione e di incontro fondamentali per i ragazzi. 

 

A proposito di spazi per i giovani, la biblioteca comunale è ancora chiusa. Lei sa bene quanto sarebbe prezioso riaprirla nel più breve tempo possibile: a che punto siamo?

 

E’ una grande questione, quella dei luoghi deputati allo studio. In questi anni me ne sono molto occupata e qualcuno mi rispondeva che i giovani possono anche studiare a casa. Alcuni sì, ma le faccio notare che c’è anche un aspetto socio- economico da non trascurare: se si vive in una casa di 70 -80 mq e si è in tanti, come si fa a studiare disponendo, magari, di tutte le infrastrutture digitali oggi imprescindibili? Occorre garantire pari opportunità di accesso al diritto allo studio. La pandemia, con la Dad e lo Smart Working, hanno accentuato e reso evidenti disparità insopportabili.

Sulla biblioteca ci sono stati degli imprevisti, non ultimo il Covid. Ci sono stati problemi tecnici emersi durante i lavori, ad esempio l’assenza della certificazione di prevenzione antincendio, obbligatoria per gli edifici pubblici dal 1982. La nostra biblioteca pare non l’abbia mai avuta. Abbiamo dovuto disporre qualche centinaio di migliaia di euro in più , per eseguire i lavori che ci porteranno ad avere, finalmente, questa ultima certificazione e quindi riaprire la biblioteca.

 

Lei non si fa mancare nulla: s’è candidata in Consiglio Comunale ed ha preso 1035 voti, non propriamente bruscolini. Poi ci sono state le provinciali e s’è candidata pure lì, venendo eletta Presidente della Commissione Scuola. Non le sembra che la riforma Delrio sia stata un provvedimento spot dannoso per i territori?

 

Quello delle provinciali era un appuntamento che ci richiamava a delle riflessioni come Consiglieri Comunali. All’interno di Lbc ho dato la mia disponibilità ad essere candidata. Alla seconda consiliatura comunale, mi sembrava che quella della Provincia potesse essere una bella sfida da affrontare. Il motivo principale per cui ho scelto di candidarmi è proprio per il tema della scuola, perché da sempre lo sento mio: io nasco come rappresentante degli studenti e da lì è iniziato il mio impegno politico, inteso come servizio per una comunità.

Sulla legge Delrio, le criticità dell’attuale sistema elettorale delle province sono evidenti a tutti. Non ultimi ai cittadini che non possono più eleggere direttamente i propri rappresentanti. Quando riflettiamo sulla distanza tra popolo e politica, forse dovremmo lavorare per accorciarla sempre di più. 

 

Nel 2016 lei aveva 18 anni. Oggi ne ha 24 ed è Capogruppo in Comune, Presidente di Commissione in Provincia. Una carriera impressionante. Cosa è cambiato in lei ed attorno a lei da quella prima consiliatura. Magari qualche pregiudizio sfatato?

 

La mia passione per la politica nasce fin dai tempi della scuola ed anche nel mondo dello scoutismo..

 

Come Renzi..

 

Di tanti esempi proprio questo? Preferirei dire come David Sassoli.

 

La mia voleva essere una provocazione. Ricordando il Presidente Sassoli, ci è utile la sua lezione perché lei risponda alla mia domanda. Diceva Sassoli che il tuo problema è il mio problema, risolverlo insieme è la politica…

Condivido. Le dicevo che è da quel mondo che ho maturato la mia sensibilità politica, che poi è diventata una passione. Ricordo molte manifestazioni organizzate in città: la solidarietà alla Giudice Aielli, al Questore De Matteis. Già da allora mi chiedevo: come si fa ad occuparsi della propria comunità e farlo in Consiglio Comunale? E’ stato questo percorso che mi ha portato al 2016 e alla elezione di qualche mese fa. Sulla politica, poi, non ho mai avuto pregiudizi. E’ una attività umana, quindi…

Certo, in fin dei conti, è fatta da uomini…

 

Da uomini e da donne. 

 

Con il termine “uomini” io intendevo inglobare anche l’altra metà del cielo..

 

Volevo soltanto sottolineare il suo linguaggio sessista (ride, anzi, ridiamo).

 

Vada avanti…

 

Dicevo, è fatta da uomini e da donne. Io, ad esempio, sento di vivere la politica in coerenza con i miei valori di sempre. Come me, tantissime persone la intendono allo stesso modo. 

 

Per una Donna giovane come lei è più difficile imporsi in politica?

 

Sì. Prima di rispondere alla domanda mi faccia fare una premessa. Durante il primo Consiglio Provinciale ho proposto di aggiungere, alla Commissione che presiedo, anche la materia delle pari opportunità. Dunque oggi quella commissione si occupa, oltreché di scuola e formazione anche di pari opportunità. 

 

Beh, la sua attenzione al tema si evince anche dal colore della sua mascherina coordinato con quello della borraccia…

 

Naturalmente! Era anche il colore della mia campagna elettorale. Vi ho tartassato con il fucsia, eh?

 

Quindi, dicevamo, le giovani donne in politica….

 

Spesso ho avvertito difficoltà più come giovane che per il mio essere donna. A proposito di linguaggio, nel primo Consiglio Comunale un collega mi ha chiamata “signorina”. Nell’ultimo Consiglio, invece, quello sulla mozione della Banca d’Italia alcuni colleghi rivolgendosi a me iniziavano sempre così: “la giovane Consigliera”…

Io non chiamo qualche collega “l’anziano Consigliere o l’anziana Consigliera”, ad esempio. Cosa aggiunge alla discussione pubblica soffermarsi sul dato anagrafico? C’è un passaggio, sempre sull’ultimo Consiglio, che vorrei chiarire e che ci aiuta nella riflessione. Quando ho riportato alcune dichiarazioni o sollecitazioni di ragazzi che mi scrivono sui Direct delle varie app come Instagram, ad esempio, molti lo hanno liquidato come una sciocchezza da ragazzi. A proposito dell’importanza che molti, a parole, attribuiscono ai giovani, al loro parere ed alle politiche giovanili.

 

Quindi, alla fine, la lezione è che si può fare…

 

Il messaggio che dobbiamo mandare ai ragazzi è che non solo si può fare, ma si deve fare!

 

Le piace più l’amministrazione o la politica?

 

( Silenzio, pausa di riflessione) A me la politica, se fatta su un piano di reciprocità, ascolto e confronto piace. La politica è l’esercizio continuo del compromesso, inteso come ricerca – talvolta faticosa – di un punto di incontro, di una mediazione. Se è contrapposizione, violenza, sterilità allora non mi piace più.

Lei sa che il termine greco politikè indica, appunto, l’arte di amministrare la pòlis, la città. Dunque, alla fine, non riesco a scindere così tanto la politica dall’amministrazione. L’una è presupposto e conseguenza dell’altra. 

 

Parliamo di politica. Avete vinto le elezioni, vi siete misurati con le provinciali ma rimanete, come Lbc, pur sempre una lista civica. Non le pare che, anche in vista di sfide a medio termine (penso al 2023) non sarebbe utile, pur da indipendenti, un progressivo avvicinamento alle forze politiche progressiste e, quindi, al Pd?

 

E’ vero che Lbc nasce come movimento civico. Credo però che, in questi anni, abbia compiuto un grande processo di maturazione politica. Lo abbiamo dimostrato anche nella costruzione della coalizione che ci ha portato alla vittoria, per la seconda volta. Un atteggiamento di apertura, dialogo e confronto con altre forze politiche, in primis con il Pd.

Io, come lei sa, non dal primo giorno, ma dal giorno meno uno, ero convinta della necessità di stabilire un rapporto con i dem. Lei cita anche appuntamenti a breve termine: mi auguro che Lbc non sia indifferente al futuro della nostra Regione e del Paese e per rafforzare sempre più la saldatura con le forze politiche progressiste. 

 

A proposito di Pd, i dem vanno a congresso con Majocchi Segretario Comunale ed Omar Sarubbo Segretario Provinciale. Non le pare un bell’esempio di vitalità?

 

Guardo con attenzione a questo processo di rinnovamento del Pd. Per Leonardo Majocchi sono davvero felice, è un interlocutore da anni. I primi ad aver auspicato un rapporto fra Lbc ed il Pd siamo stati io e Leonardo con un comunicato congiunto. Sono certa che la sua Segreteria sarà, per noi, un ulteriore stimolo e ponte. 

 


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Sono laureato in Scienza della Politica con tesi dal titolo: ”L’eccezionale: Storia istituzionale della V Repubblica francese”. Socialista liberale libertario e radicale. Mi sono sempre occupato di politica e comunicazione politica collaborando a campagne elettorali e referendarie. Ho sempre avuto una passione per il giornalismo d’opinione e in News-24 ho trovato un approdo naturale dove poter esprimere liberamente le mie idee anche se non coincidono sempre con la linea editoriale della testata. Ma questo è il sale della democrazia e il bello della libertà d’opinione.