Saverio Palladini: un artista da ricordare

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Chi lavora soltanto con le sue mani è un operaio. Chi lavora con le mani e la testa è un artigiano. Chi lavora con le mani, la testa e il cuore è un artista.

          Questo antico aforisma può ben riferirsi alla personalità del nostro concittadino Saverio Palladini che è stato pittore e scultore non solo di Priverno e del nostro territorio pontino (perché alcune sue opere sono presenti a San Felice, a Latina (Borgo Carso, Borgo Sabotino), e anche un apprezzato docente e operatore artistico (come Presidente dell’Associazione delle Arti).

          Saverio Palladini, una persona di animo buono, gentile e sorridente che sapeva ascoltare, è stato un artista umile e modesto, sempre disponibile e pronto a collaborare con i suoi colleghi a scuola e nelle associazioni culturali alle quali ha partecipato attivamente.

       Nella sua vita si è dedicato, come artista e come operatore alle arti visive, soprattutto alla pittura e alla scultura. Le tappe fondamentali del suo Curriculum studiorum sono state l’Istituto d’Arte “Antonio Baboto” di Priverno e l’Accademia delle Belle Arti di Roma. Dal 1969 al 2005 è stato docente di discipline plastiche presso il Liceo Artistico di Latina. Ha partecipato a numerose mostre personali e collettive, a importanti rassegne d’arte di pittura e scultura, nazionali e internazionali, avendo attenzione e cura dei vari aspetti estetici e comunicativi della sua vasta e articolata produzione artistica.

Saverio Palladini ha avuto uno stretto rapporto con il nostro territorio e può essere considerato, insieme a Giorgio Iannucci, a Luigi Passeri, Tommaso Brusca, Armando Giordani, Tommaso Andreocci, uno dei tanti cantori artistici di Priverno.

Nella fase iniziale della sua formazione ha avuto modo di apprendere le prime nozioni di disegno dal maestro  Giorgio Iannucci e Edoardo Palumbo. Con queste “guide” ha imparato a comprendere il linguaggio dell’arte, i suoi mezzi espressivi e i suoi simboli; con loro ha avuto inizio il suo appassionante itinerario culturale e artistico alla scoperta dei segreti della pittura e della scultura. Altri suoi maestri sono stati i professori Alessandro Monteleone, Emilio Greco, Giuseppe Mazzullo. Nel suo fecondo apprendistato ha assorbito le lezioni di questi illustri maestri.

Le competenze acquisite nel suo percorso formativo lo hanno portato a studiare e ad approfondire le tecniche e le procedure specifiche dell’arte pittorica e scultorea soprattutto dei vari movimenti artistici di avanguardia della prima metà del XX secolo: il post-impressionismo di Cèzanne, il Cubismo di Picasso e di Braque, la corrente artistica dei Fauves (belve, selvaggi) in particolare di Matisse,  e l’Espressionismo tedesco.

Nelle sue prime esperienze artistiche vi sono reminiscenze delle lezioni del maestro Emilio Greco. Nella sua articolata attività artistica sono rintracciabili echi che fanno riferimento alle principali espressioni dell’arte contemporanea soprattutto del primo Novecento. Grazie alla lezione del cubismo, infatti, Saverio ha saputo fondere i personaggi (bagnanti, donne…) all’interno dello sfondo suddiviso in sezioni di colore-luce che hanno la funzione di evidenziare e sottolineare alcuni aspetti dei loro corpi monumentali e possenti.

Altri riferimenti sono rintracciabili nelle Bagnanti di Cézanne. Le protagoniste delle varie tele di Saverio sono dipinte con un forte spessore e si adattano in modo geometricamente perfetto a tutto il contesto che le circonda. Una principale caratteristica dei vari dipinti riguardanti le bagnanti è l’immensa e forte luminosità realizzata più volte sulle tele. Un altro elemento artistico da tenere in considerazione riguarda le forti linee nere che delimitano i contorni delle bagnanti facendole sembrare delle vere e proprie statue, piuttosto che delle donne dipinte.

Nelle sue opere Saverio ha sempre dimostrato una notevole capacità progettuale e una padronanza operativa delle tecniche e dei materiali particolarmente utilizzati nell’attività di scultore che lavora per blocchi e per masse. Nella sua multiforme e prolifica attività artistica Saverio ha affrontato anche l’arte scultorea usando i più diversi materiali come il bronzo, la creta, il legno, il gesso, la terracotta e la pietra e ha approfondito una più articolata visione spaziale e dinamica della figura umana (soggetto ampiamente preferito) non solo nei bozzetti, ma attraverso la costante sperimentazione di materiali diversi. Famosi sono i suoi schizzi intesi come disegni o dipinti rapidamente abbozzati quasi per “fermare” nei tratti essenziali un’idea o un’immagine preparata per l’opera definitiva.

Nell’analizzare l’intera e ricca produzione artistica di Saverio ho ritenuto necessario soffermarmi sullo stile e linguaggio, sui contenuti, sulle tecniche e sui materiali che caratterizzano la sua arte.

Stile e Linguaggio La sua opera grafica, pittorica e  plastica è contraddistinta da una concezione dell’arte essenzialmente realistica e regolata da un movimento di rapporti matematici, geometrici, curvilinei tutti concorrenti a formare un’opera armonica e strutturalmente rigorosa. Saverio Palladini è stato un artista eclettico perché nelle arti figurative e plastiche ha mostrato di sapersi ispirare a fonti diverse accogliendo da ciascuna gli elementi ritenuti migliori. La sua produzione artistica è stata caratterizzata dalla commistione di più linguaggi, da una contaminazione e dall’intreccio di stili eterogeni. Il suo stile unico e innovativo, prevalentemente realistico ed espressionistico. è stato caratterizzato da una spiccata libertà espressiva che lo ha portato a infrangere norme, limiti e confini mostrando una particolare sensibilità e personalità dotata di geniale creatività.

Contenuti prevalenti della sua arte sono stati sia i Temi sacri: Crocifissioni, Deposizione, Strage degli innocenti, La preghiera (2016), Statue di carattere sacro e religioso come San Sebastiano martire e sant’Agata e sia i Temi profani: Maternità, Nascite, Bagnanti, Figure sofferenti, angosciate (che esprimono totale amarezza umana), Personaggi imbrigliati nella sofferenza in atteggiamenti di liberazione, Paesaggi e scorci del borgo natio.

Tecniche Saverio ha dimostrato sempre una sicura padronanza delle principali tecniche che ha adoperato nella sua produzione artistica: la modellazione (dell’argilla e delle materie sintetiche), l’intaglio (del legno, del polistirolo), l’assemblaggio e la fusione (del bronzo, di metalli vari), la formatura (del gesso, gomme e resine), la policromia (pittura, doratura, smaltatura). Ha sperimentato continuamente nuove soluzioni tecniche ed estetiche. Infatti le sue prime esperienze sono caratterizzate dall’uso della tecnica adoperata a tutto tondo con materiali di recupero. Nella sua attività scultorea ha prestato una particolare attenzione all’analisi e alla cura della policromia utilizzando sia le tecniche antiche che le nuove tecnologie di coloritura.        A Saverio si può tranquillamente riconoscere il ruolo di sperimentatore e anche di ideatore di nuove tecniche in quanto attivo protagonista del rinnovamento dell’arte plastica.

Materiali Saverio è stato sempre attento alla qualità dei materiali legno, gesso, polistirolo espanso, bronzo… Quest’ultimo materiale (il bronzo) è un materiale usato da Saverio attraverso la fusione che è una tecnica di lavorazione indiretta del metallo. La figura prima viene modellata in creta, cera e gesso e poi trasferita con particolare procedimento in bronzo (una lega formata da rame, stagno e altri materiali).

        Complessivamente l’arte per Saverio è stata lo strumento principale per dare forma non solo agli eventi della sua storia personale ma anche per raccontare l’inenarrabile, l’invisibile, il sacro, i sentimenti, le idee dei singoli uomini e della sua comunità di appartenenza. La sua arte non è stata solo spontaneità, immediatezza espressiva ma anche disciplina mentale e spirituale perché la sua genialità creativa è stata anche autocontrollo.

          Con il suo impulso creativo Saverio, utilizzando gli elementi strutturali dell’arte sia pittorica che scultorea (colori, linea, luce, ombre, volumi, pieni e vuoti, spazio e movimento…), è riuscito a comunicare e ad evocare con bravura e perizia sensazioni, emozioni, stati d’animo, sentimenti e l’intera visione del suo mondo interiore. E per questo che oggi doverosamente (e non solo oggi) lo stiamo ricordando perché la sua arte non sia dimenticata e sopravviva nel tempo.                                                               Pertanto è doveroso  suggerire, a quanti hanno a cuore la meritevole produzione artistica di Saverio Palladini, di raccogliere le sue opere, in un catalogo, perché esse sicuramente arricchiscono il patrimonio culturale e artistico di Priverno.


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