LATINA – Neanche il tempo di fischiare la fine della partita e sono iniziati i festeggiamenti. I primi fuochi d’artificio sono stati sparati in piazza del Quadrato, accompagnati da cori, fumogeni e sempre più persone pazze di gioia che accorrevano una dopo l’altra. Anche a Latina ieri sera sono andate in scena le celebrazioni per la vittoria dello Scudetto del Napoli, con tanti cittadini pontini con origine campane che abitano qui da anni, che vi risiedono per motivi di lavoro – o, più semplicemente, che simpatizzano per la squadra di mister Luciano Spalletti – che hanno riempito le vie del centro per festeggiare una storia vittoria attesa da più di trent’anni.
L’ultimo successo in campionato risaliva infatti a 33 anni fa: mai, in Italia, era accaduto che un club passasse così tanto tempo a bocca asciutta tra la vittoria di uno Scudetto e l’altro. Un’attesa che sembrava dunque francamente interminabile e che invece giovedì, in una tiepida serata di inizio maggio, ha visto improvvisamente azzerarsi le lancette, con le strade di tutta Italia riempie da tifosi in festa, scesi in centinaia anche per quelle del capoluogo pontino. Celebrazioni che sono iniziate intorno alle 22:30 (ora della fine della partita giocata dal Napoli ad Udine) in piazza del Quadrato, dove in molti si erano dati appuntamento sui social, e ai quali in tantissimi si sono aggiunti all’ultimo minuto una volta viste le immagini diventate virali in pochi istanti. Fuochi d’artificio, striscioni, fumogeni e magliette celebrative d’ogni genere: la piazza dove è stata posta la prima pietra di Latina si è colorata in un batter d’occhio d’azzurro, una tonalità che, minuto dopo minuto, ha preso il sopravvento in tutta la città. Un corteo spontaneo di tifosi è partito infatti davanti viale Italia, percorrendo poi via Emanuele Filiberto e arrivando fino in piazza del Popolo, dove centinaia di persone hanno manifestato senza freni tutta la loro gioia e il loro calore davanti il palazzo del Comune, salvo poi percorre Corso della Repubblica, raggiungere via Neghelli, attraversarla e tornare poi indietro fino alla soglia di piazza San Marco, all’incrocio con via Savoia.
C’era chi piangeva, chi cantava, chi riprendeva scene di festeggiamenti che a Latina non si vedevano da oltre un anno, quando l’Italia vinse l’Europeo, ma decisamente da più tempo per quanto riguarda il successo di un club e non della Nazionale maggiore. Adulti, anziani, e tanti, tantissimi bambini rigorosamente con la maglietta del Napoli indosso, felici come non mai per un sogno che i loro genitori aspettavano da decenni: «Per anni abbiamo atteso, guardando la Juve vincere e stravincere un campionato dopo l’altro» racconta una giovane tifosa, facendo riferimento alla storica rivalità con la squadra di Torino, una contrapposizione nord-sud che ha radici lontane nel tempo. «Questa è la nostra serata, anzi, è il nostro anno» urla di gioia un suo amico, ancora incredulo per quanto accaduto.
Se negli anni di Maradona, infatti, l’arrivo del numero 10 argentino faceva presagire che, prima o poi, la squadra che poteva vantare uno dei migliori giocatori della storia del pallone avrebbe arricchito il suo palmares con uno Scudetto, in questa stagione praticamente nessuno si aspettava questo epilogo, arrivato dopo un’estate fatta di numerose partenze di tanti volti noti – il capitano Mertens, la bandiera Insigne – e arrivi di facce nuove e meno conosciute – il georgiano Kvaratshelia, il sudcoreano Kim Min-jae. Eppure, quei ragazzi su cui nessuno puntava un soldo ce l’hanno fatta, facendo scoppiare i festeggiamenti tanto attesi a Udine, dove la compagine campana ha giocato la partita decisiva, a Napoli, dove in migliaia hanno riempito le strade e le piazze – e chissà per quanto continueranno a farlo – e a Latina, dove, come in tante altre città d’Italia e del mondo, vivono centinaia di cuori azzurri che battono per la squadra partenopea che ieri, 33 anni dopo l’ultima volta, ha regalato loro un sogno indescrivibile, una serata che difficilmente qualcuno, grande o piccino che sia, potrà mai dimenticare.
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