Il  Calcio nella Storia dell’Arte

di Sergio Salvatori

Il calcio che oggi è definito lo spettacolo sportivo più grande del mondo, ha origini molto antiche. Il protocalcio ebbe inizio in Estremo Oriente, come dimostrò il francese Jules Rimet; infatti, nel XXV secolo a.C. l’imperatore cinese Xeng Ti obbligava il suo esercito a praticare tante esercitazioni, tra cui il possesso di un oggetto sferico, quasi uguale al pallone di oggi, che era chiamato: “Tsu-Chu”, “letteralmente palla spinta con il piede”. Dieci secoli dopo, in Giappone ebbe grande seguito il Kemari (ancora praticato), non più come preparazioni alle armi, ma come piacere, gioia, svago, passatempo delle classi nobili, che maneggiavano con le mani e con i piedi il pallone, come un rugby ante litteram, in altre parole che anticipava i tempi, ma giocato in modo gentile.

Verso l’anno 1000 a.C. in Grecia era di attualità, à la page, in voga l’episkyros che, fu in seguito introdotto a Roma dove prese il nome di “harpastum”, ma con caratteristiche notevolmente più brutali, e divenne il passatempo preferito dei legionari di Giulio Cesare, che divisi in squadre regolari, lo praticavano con grande soddisfazione; e furono quindi loro a farlo conoscere ai britanni: insieme di popolazioni celtiche stanziate nelle isole britanniche (Gran Bretagna e Irlanda) durante la conquista romana della Britannia, che iniziò sistematicamente nel 43 d.C. per volere dell’imperatore Claudio, e si concluse dal 407 (anno in cui Costantino III fu acclamato imperatore dalle legioni stanziate in Britannia, attraversando poi la Manica con l’esercito) gettando un seme destinato a germogliare nella terra destinata a dare ufficialmente i natali allo sport del calcio moderno, e da allora si diffuse dapprima nel resto d’Europa e in sud America, e poi in tutto il mondo.

La competizione calcistica più importante è la Coppa del Mondo FIFA, che si disputa ogni quattro anni sotto l’egida della Féderation Association (F.I.F.A.), il massimo organismo calcistico mondiale. Nell’arte del Novecento gli artisti contemporanei che ne hanno tratto ispirazione dallo sport calcistico per realizzare opere espressive, sono quelle create dal movimento futurista e anche da altri artisti, come: Umberto Boccioni, Fortunato Depero, Carlo Carrà, Corrado Cagli, Enrico Prampolini, Massimo Campigli, Giacomo Manzù, Giovanni Omiccioli, Renato Guttuso, Mario Schifano e altri. Per i futuristi, le caratteristiche del gioco del calcio come rapidità e movimento diventano oggetto privilegiato, proprio per quegli effetti di dinamicità, come accade anche in altri sport.  Questo è il secolo in cui lo sport dilaga, diventa fenomeno sociale della civiltà umana.

Il dipinto “Partita di Calcio – 1934” di Carlo Carrà, sintesi di una partita di calcio, si caratterizza per l’accurato equilibrio dei corpi, per le studiate corrispondenze ritmiche e cromatiche, con il moto ascensionale che la concitazione della scena suggerisce, ma anche della riproduzione statica, in altre parole l’opera può essere vista come un fermo immagine, affidata alla creatività del grande maestro. Dinamismo di un calciatore, noto anche come Dinamismo di un footballer, è un dipinto ad olio su tela di Umberto Boccioni, realizzato nel 1913 e conservato al Museum of  Modern Art, di New York. Boccioni fu teorico e principale esponente del Movimento Futurista, nonché maggiore esponente dell’arte futurista meridionale italiana. Nelle sue opere, Umberto Boccioni seppe esprimere magistralmente il movimento delle forme e adoperò colori complementari. Da sempre artisti d’ogni epoca hanno preso di mira lo sport, e il calcio è uno degli sport più antichi. Il calcio e lo sport in generale sono molto presenti nel mondo dell’arte contemporanea, ma anche nell’arte di strada come la Street Art. Il maggiore esponente di questa corrente è Bansky. Seguire in questo articolo le vicende del calcio nella storia dell’arte, forse è un pensiero arduo, ma significa cercare anche di non trascurare nessun popolo come per esempio Gli Aztechi, i Maya, gli Inca, che anch’essi giocavano con la palla che rimbalza, forse ci piace pensarli come antichi progenitori del calcio moderno.


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