L’Universo dei sogni
di Sergio Salvatori
A Roma in zona Pigneto, manca un giorno al debutto sulle scene dello Spazio Diamante di “Quell’ultima parata”, scritto e diretto da Fabrizio Bancale, e conversando con l’attrice Gaia Riposati abbiamo esplorato l’universo ridondante di immagini dei sogni. Sacrificio, passione e amore per il calcio, un omaggio a Mario Seghesio.
Quell’ultima parata spiega Gaia Riposati, è la storia “verosimile” di Mario Seghesio (interpretato dall’esordiente Giuseppe Franchina), un giovane che come molti nella storia incarna l’ideale di chi vive per un sogno, per un amore totalizzante che si scontra però con la dura realtà della vita, della storia, dell’ascesa del fascismo; delle regole del gioco che cambiano dentro e fuori del campo. Così, lo spettacolo di Fabrizio Bancale ci porta indietro nel tempo, in una Genova degli anni Venti e ci costringe a riflettere su quanto la distanza tra sogno e realtà sia ancora oggi un nodo spesso irrisolto. Una tematica che ha avuto le sue risonanze allora, tanto quanto oggi. S: domani inizia lo spettacolo teatrale e quando finisce? Gaia Riposati: finisce il 16 febbraio. S: è una storia di una volta? Gaia Riposati: si, di 100 anni fa, ma terribilmente attuale.
La storia di un sogno, è la storia che entra in scena. S: da chi è prodotto lo spettacolo “Quell’ultima parata?” Gaia Riposati: da Emotions in Music e Stellarfim. S: Mario Seghesio ha una grande passione dentro di se. Gaia Riposati: è un’adolescente, nutre una passione, un desiderio che vorrebbe realizzato, quello di diventare un calciatore di successo, come il suo idolo Franz Calì (interpretato da Urbano Lione). Però ci sono degli ostacoli durante il percorso sportivo. S: ti riferisci come hai detto prima al periodo fascista? Gaia Riposati: si, c’è in Italia l’ascesa del fascismo. Questa storia ci racconta le pagine buie del nostro Paese. S: le musiche dello spettacolo di chi sono? Gaia Riposati: le musiche che accompagnano gli attori sono di Pericle Odierna, le scene le ha curate Massimiliano Persio e la scelta dei costumi sono di Antonietta Rendina. S: torniamo al calcio, dove gioca Francesco Calì? Gaia Riposati: gioca a pallone nella squadra di calcio dell’Andrea Doria, la seconda squadra della città genovese; e il campo di calcio dove si allena l’Andrea Doria, si trova a pochi metri dalla casa di Mario, e lui è lì tutti i giorni che si tiene con forza alle reti di recinzione dello stadio per vedere gli allenamenti del suo idolo. S: Arriviamo al tuo personaggio Gaia, tu interpreti la madre di Mario Seghesio, è un ruolo importante perchè partecipi al percorso del figlio, accompagni il sogno di Mario. Gaia Riposati: sì il mio ruolo è quello della madre, ma in realtà io sono la Storia, la madre e Sonia. S: è uno spettacolo che ci fa riflettere, sia sul periodo storico che ha attraversato l’Italia, sia del contrasto tra sogno e realtà e sul ruolo dell’arte come mezzo per interpretare la realtà. Gaia Riposati: io direi come mezzo per interpretare e trasformare la società; anzi auspico che l’arte continui ad essere percepita come necessaria, favorendo immaginazione e cambiamento.
Informazioni. Spazio Diamante – Teatro dedicato alle arti performative.
Via Prenestina 230/B – 00176 Roma – Italia
WhatsApp: + 39 345 1474533 – 06: 2785.8101
Da giovedì 13 a Sabato alle ore 21.
Domenica serata conclusiva, alle ore 17.
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