Ieri sono salito al V° piano dell’ospedale Goretti, ma tu non c’eri più, nell’ultima stanza. Caro Paolo, il tempo passa veloce e oggi è già domenica, un’altra domenica senza i tuoi ragionamenti ,le tue parole sempre precise, senza retorica. Avevo organizzato il tuo ricovero, ma il male era ormai avanzato e tu sei stati stroncato proprio quando iniziavano le ciure, grazie al Prof. Ridola. Ho rivisto, tua moglie, Antonietta, che ti ha assistito con amore, fino all’ultimo. Ho conosciuto le tue adorate figlie, Arianna e Cinzia, che non avevo mai visto e tuo fratello Poldo. Ecco, loro ed io, insieme a mio fratello,Giorgio, non ti dimenticheremo mai. Tu continuerai a vivere nei nostri cuori, perchè sei stato sempre bravo e prezioso per tutti noi.
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