Giovedì 23 ottobre, alle 17, verrà presentato nella sala conferenze del Circolo Cittadino Sante Palumbo di Latina il libro autobiografico di Paolo Iannuccelli dal titolo “Caffè Tubino”.

La storia nasce nel 1953 a Correggio – in provincia di Reggio Emilia – nella Bassa Padana. Erano gli anni del Dopoguerra, dopo lutti e distruzioni era presente tanta voglia di rinascere e creare un territorio a forte sviluppo artigianale, agricolo-industriale che poi avrebbe raggiunto eccellenze in campo mondiale, momenti d’oro e felici per tutti. L’efficienza è sempre stata una trave portante per gli operosi correggesi che sono cresciuti credendo in un futuro ricco di speranze, creando i presupposti per il boom economico degli Anni Sessanta che avrebbe portato l’intera Emilia Romagna a volare in quanto a crescita di prodotto interno lordo.

La prima cosa che viene in mente nella pubblicazione riguarda la professionalità dei correggesi quando l’autore si è sposato. Ha richiesto all’Ufficio Anagrafe del Comune di Correggio un certificato di estratto per sunto dell’atto di nascita. All’Anagrafe di Latina, nel mese di luglio, il certificato è arrivato tramite fax dopo appena venti minuti. A metà settembre in corso della Repubblica a Latina per definire tutte le pratiche prematrimoniali inaspettati attimi di paura. La moglie Ketty era residente a Nettuno e quel Comune, dopo due mesi, non aveva ancora spedito la certificazione ai colleghi di Latina.Era impossibile sposarsi il 2 ottobre, data fissata per le nozze, nel Santuario della Sorresca a Sabaudia. A quel punto è stato provvidenziale un carissimo amico – purtroppo deceduto prematuramente – di nome Gianni Molinari, che immediatamente si recò all’Anagrafe di Nettuno per invitare i dipendenti a inviare il fax nel capoluogo pontino. La risposta dei nettunesi è stata la seguente: «Ci scusi Consigliere, siamo stati in ferie e non abbiamo avuto tempo».

Altra cosa che solletica ricordare delle avventure di Paolo Iannuccelli, bambino a Correggio fino all’età di dieci anni – preso tra maglifici, distillerie e industrie chimico-farmaceutiche – riguarda l’importanza e la popolarità del cantante Luciano Ligabue. Nel 2007 arrivò ad Aprilia per acquistare un divano molto costoso nella ditta “Divani & Divani”, entrò e nessuna commessa si interessò. A un certo punto appare un cartello con scritto “vendita rateale a tasso zero in dodici mesi”. Decise di accettare quella formula vantaggiosa e una commessa chiese la carta d’identità per effettuare la fotocopia. Ad un certo punto, dopo un paio di minuti d’attesa, inaspettatamente quattro belle ragazze si radunarono attorno alla fotocopiatrice del negozio. Una di loro disse, tutta sorridente: «Lei lo conosce?» Paolo rispose stupito: «Scusi chi?». Lo stupore, in quel momento, era cresciuto a dismisura. La ragazza disse a Iannuccelli: «Come, lei non conosce Luciano Ligabue. Abbiamo visto che è nato a Correggio, il paese di nascita del rocker».

L’autore del libro “Caffè Tubino” è sempre stato un grande estimatore del pittore naif Antonio Ligabue, lo ricorda girare in moto per le strade di Gualtieri. Del cantante sapeva ben poco; immediatamente si recò in un bella libreria di Aprilia per acquistare un libro scritto proprio dal “Liga”. La scelta cadde su un volume dal titolo “Via Borgovecchio”, che descriveva la strada percorsa ogni mattina per raggiungere la scuola elementare del Convitto Nazionale “Rinaldo Corso”.


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