SABAUDIA – Fervono a Borgo Vodice i preparativi per la cerimonia d’inaugurazione della locale sezione ANCR (Associazione Nazionale Combattenti e Reduci), in calendario il prossimo mercoledì 26 novembre, con inizio alle ore 10,00.
In verità, più che di una nascita si tratta di una rifondazione che segue le orme della struttura da qualche anno non più attiva. Deus machina dell’iniziativa Agostino Sacco, che ne assumerà anche la presidenza.
L’idea di ricostituirla fu lanciata dal compianto consigliere comunale Luciano Colantone e, con il pieno consenso dei soci, inserita dal Comitato “Borgo Vodice 90” nel programma dei festeggiamenti per il 90° anniversario di fondazione dell’operosa frazione di Sabaudia.
La sede sarà intitolata al Sottotenente Arnaldo Carfagna, eroe della Prima Guerra Mondiale. E scelta più rappresentativa non poteva esserci visto che il giovane ufficiale dell’esercito cadde durante un’azione bellica sul Vodice, il monte da cui prende denominazione il Borgo.
In vista dell’apertura, il presidente Sacco ha provveduto alla stampa di un opuscolo illustrativo dedicato alla figura dell’eroico militare e alle finalità della nuova realtà associativa, impreziosita dalle prefazioni a firma del presidente della Federazione Provinciale ANCR di Latina, Simone di Leginio. di Alberto Mosca, sindaco di Sabaudia, e di Anna Maria Bilancia, sindaco di Priverno.
La stessa città in cui nel 1897, quando ancora era chiamata Piperno, nacque Arnaldo dal professor Ludovico Carfagna, Ispettore Scolastico, e della signora Elena Ramacci, che di figli ne misero al mondo ben nove.
Un’adolescenza, quella di Arnaldo, fatta di studio e pallone: oltre che per i libri, grande in lui fu la passione per il calcio tanto da spingerlo alla creazione di una scuola ad hoc e di una squadra giovanile, di cui si fece carico anche della presidenza, arricchendo, attraverso la pratica sportiva, di nuove opportunità socializzanti il tempo libero dei ragazzi del paese.
Poi, conseguita la maturità magistrale, il sogno di diventare insegnante. Ma troppo forte in quegli anni tormentati era in lui il richiamo della Patria dilaniata dalla guerra. Non ci pensò su due volte e decise di partire volontario. E così, dopo il breve periodo di addestramento e la nomina a sottotenente, presso il 12° Reggimento Bersaglieri, partì con il suo reparto per il fronte sull’Isonzo, partecipando, con orgoglio e spirito di sacrificio, alla cruenta battaglia per la conquista del Monte Vodice, obiettivo fondamentale per le sorti del conflitto. A spezzargli la vita un colpo alla testa balenato da un’arma austro-ungarica, mentre, alla guida del suo plotone, era impegnato in un’ardua missione di ricognizione notturna, nel tentativo di stanare e catturare i nemici in trincea. Era tra il 25 e 27 maggio del 1917. Aveva appena 20 anni.
Per il suo eroico gesto fu insignito dal Re Vittorio Emanuele III della Medaglia d’Argento al Valor Militare.
Qualche anno dopo le spoglie mortali di Arnaldo Carfagna furono traslate nella sua Piperno e, dopo solenni funerali, sepolte nel locale Cimitero Monumentale.
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