Nella notte di sabato scorso, intorno all’una, una Jeep Renegade parcheggiata in via Ugo La Malfa ad Aprilia è stata distrutta da un incendio doloso, che ha danneggiato anche un’altra auto nelle vicinanze.

Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco per domare le fiamme e gli agenti del Commissariato di Polizia, che hanno immediatamente avviato le indagini per risalire agli autori del gesto.

La particolarità del caso è che il veicolo appartiene a Simone Amarilli, 51 anni, imputato nel processo antimafia “Assedio” e considerato vicino al clan guidato dal boss e narcotrafficante Patrizio Forniti.

Amarilli è accusato di estorsione mafiosa in concorso, e la vicenda si inserisce nel contesto di un’inchiesta che ha già messo in luce la rete di relazioni e le violenze collegate al clan.

Secondo quanto emerso nel corso del processo, Amarilli era coinvolto in episodi di violenza legati a conflitti tra esponenti della criminalità organizzata locale, tra cui un pestaggio avvenuto ad Anzio nel 2018 che portò al ferimento di un affiliato del clan.

Il legame diretto tra i protagonisti dell’azione e figure connesse alla ‘ndrangheta del litorale laziale conferma la pericolosità e la capacità di ritorsione del gruppo criminale.

Le autorità stanno ora cercando di determinare le cause precise dell’incendio e se si tratti di un messaggio intimidatorio collegato alle vicende giudiziarie in corso.

L’episodio riaccende i riflettori sulla presenza del crimine organizzato ad Aprilia e sulle tensioni ancora latenti tra le fazioni coinvolte.


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