Scoppia il caso “concorsopoli” nella polizia di Stato.

La Procura di Roma indaga su presunti favoritismi nei concorsi per l’ingresso nei ranghi della polizia, ipotizzando reati di corruzione e falso.

L’inchiesta è condotta dalla polizia e dalla Guardia di Finanza.

Al centro delle indagini c’è Felice Romano, segretario generale del Siulp, il principale sindacato della polizia.

Secondo l’accusa, avrebbe agevolato alcuni candidati, in particolare nel concorso del 2020, intervenendo su procedure e accertamenti sanitari per far risultare idonei aspiranti agenti che non lo sarebbero stati.

L’indagine coinvolge anche medici ritenuti compiacenti.

Tra i nomi citati nelle intercettazioni compare Elisabetta Falvo, moglie di Romano e dirigente medico della polizia.

Gli inquirenti ipotizzano un sistema organizzato per “aggiustare” certificazioni mediche in cambio di favori.

Tra gli episodi contestati, un presunto tentativo di consegna di duemila euro in buoni Bulgari e il rifacimento di una prova concorsuale per il figlio di un soggetto indicato come “Fabbri”.

In una conversazione intercettata si fa riferimento a un intervento del “capo”, la cui identità resta da chiarire.

L’ex capo della polizia Lamberto Giannini ha escluso ogni coinvolgimento.

La Procura ha chiesto i domiciliari per Romano e Falvo.

Il giudice ha disposto la sospensione dal servizio per Falvo e per altre due dirigenti del Siulp, mentre per Romano, già in pensione, è stato imposto il divieto di dimora nel Municipio I di Roma.


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