Il critico d’arte Mauro Di Ruvo presenta a Melfi la scoperta dell’Ecce Homo del Domenichino

203

MELFI – Era opinione diffusa a partire da Roberto Longhi che del Domenichino non esistessero copie autentiche di Ecce Homo.
Eppure il coetaneo di Caravaggio per Vittorio Sgarbi doveva pur aver attinto una volta all’iconografia dell’Ecce Homo nella sua vita.
E lo aveva fatto. Lo scorso dicembre 2025 Mauro Di Ruvo ha svelato l’identità di un dipinto che era arrivato anonimo da Napoli a Melfi in una collezione privata, ed era visibile al Museo Diocesano senza alcuna archiviazione o schedatura. Già soggetto di restauro il dipinto era stato ipotizzato di primo Seicento, con cornice a doratura lignea autentica seicentesca. Si riconosceva immediatamente il soggetto dell’Ecce Homo ma non si sapeva la paternità autoriale.
Di Ruvo è stato il primo a percepirne l’autografia del famoso artista bolognese allievo dei Carracci e a rintracciarne l’area di provenienza napoletana, dopo aver condotto lunghe e accurate indagini filologiche e stilistiche.
L’Ecce Homo di Domenico Zampieri sarà finalmente inaugurato ed esposto il 31 gennaio fino al 22 febbraio presso il maestoso Salone degli Stemmi del Vescovado di Melfi, dove prenderà luogo un convegno da parte delle istituzioni che hanno patrocinato l’evento, tra cui la Regione Basilicata, l’Ufficio regionale alle Pari Opportunità, il Comune di Melfi, il Comune di Napoli, la Diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa, il Lions Club e il Rotary Club di Melfi, la Pro Loco e l’Università Popolare “FS Nitti”.
A moderare l’evento sarà la giornalista Lucia Laguardia e sarà presente ai saluti istituzionali anche la Consigliera regionale avv. Ivana Pipponzi, il vescovo Mons. Ciro Fanelli e il cancelliere Mons. Ciro Guerra.
L’Ecce Homo che sarà presentato a Melfi, dichiara lo scopritore Di Ruvo, è l’unico esemplare iconografico che possediamo oggi del Domenichino non solo in Italia ma in Europa.
E si tratta di un Ecce Homo anche atipico iconologicamente parlando, afferma il critico, siccome riprende la tradizione e l’innovazione di Caravaggio della solitudine del Cristo davanti a Ponzio Pilato, ma traducendola in una scena quasi di estasi spirituale del Messia. Assistere a una scena di estasi di Cristo non era affatto frequente nell’età controriformista del Domenichino, e a maggior ragione nella rigorosa Napoli. Sul fondale si intravedono solo i volti dei due angeli che non lo accompagnano fisicamente ma soltanto simbolicamente come indicatori testuali della scena.
Con l’Ecce Homo del Domenichino ci troviamo di fronte a un Cristo che non vale al mercato d’asta soltanto oltre 4 milioni di euro, ma che non era contemplato neanche dalla convulsa mente immaginifica del Caravaggio.
L’inaugurazione aprirà al pubblico a Melfi presso il Palazzo Episcopale, Salone degli Stemmi alle alle ore 17.00 di sabato 31 gennaio. Ingresso gratuito.


News-24.it è una testata giornalistica indipendente che non riceve alcun finanziamento pubblico. Se ti piace il nostro lavoro e vuoi aiutarci nella nostra missione puoi offrici un caffè facendo una donazione, te ne saremo estremamente grati.