Lazio, Righini: «6 milioni in tre anni ai piccoli comuni di Frosinone e Latina vicini alla ZES Unica»
Un piano strategico per contrastare lo spopolamento e favorire l’integrazione economica delle aree interne del Basso Lazio
L’Assessore al Bilancio e all’Agricoltura della Regione Lazio, Giancarlo Righini, ha ufficializzato lo stanziamento di un fondo speciale da 6 milioni di euro destinato ai piccoli comuni delle province di Frosinone e Latina. Il piano, spalmato su un arco temporale di tre anni, mira a sostenere quelle realtà locali che, pur non rientrando direttamente nel perimetro della Zona Economica Speciale (ZES) Unica, ne subiscono l’influenza geografica e logistica.
L’obiettivo è chiaro: evitare che i piccoli centri diventino “vasi di coccio” tra le grandi aree industriali, trasformandoli invece in satelliti attivi dello sviluppo regionale.
«Non vogliamo un Lazio a due velocità. Questi fondi sono la risposta concreta per i sindaci che ogni giorno lottano contro lo spopolamento e la carenza di servizi», ha dichiarato Righini durante l’incontro con le amministrazioni locali.
L’istituzione della ZES Unica per il Mezzogiorno ha creato grandi opportunità di attrazione per gli investimenti, grazie a semplificazioni amministrative e crediti d’imposta. Tuttavia, il rischio concreto era l’isolamento dei comuni limitrofi.
I 6 milioni di euro saranno così ripartiti e utilizzati:
Ambito di Intervento
Obiettivo Principale
Destinatari
Infrastrutture Locali
Miglioramento dei collegamenti verso i poli industriali
Comuni sotto i 5.000 abitanti
Riqualificazione Urbana
Recupero di centri storici per il turismo e il commercio
Borghi del Frusinate e dell’Agropontino
Sostegno alle PMI
Incentivi per l’apertura di attività artigianali e di servizio
Imprenditori locali e giovani under 35
Le province di Frosinone e Latina rappresentano il cuore manifatturiero e agricolo del Lazio meridionale. La vicinanza con la Campania e il sistema portuale di Gaeta e Civitavecchia rende questi territori nevralgici. Il fondo regionale serve a garantire che la ricchezza prodotta dalla ZES “sgoccioli” anche verso le comunità montane e i piccoli borghi agricoli, creando un ecosistema integrato.
Il problema principale dei piccoli comuni è la fuga dei giovani verso i grandi centri o l’estero. Righini ha sottolineato come la dotazione finanziaria non sia solo un contributo economico, ma una visione politica:
Attrattività residenziale: Migliorare i servizi significa convincere le famiglie a restare.
Semplificazione: Parte dei fondi sarà destinata all’informatizzazione degli uffici comunali per dialogare meglio con le imprese della ZES.
Sostenibilità: Focus particolare sui progetti di economia circolare e agricoltura di precisione, settori in cui il basso Lazio eccelle.
Secondo le stime della Regione, l’impatto di questi investimenti potrebbe generare un indotto locale capace di aumentare il PIL territoriale dello 0,5% annuo nel triennio di riferimento, stabilizzando i livelli occupazionali nelle aree interne.
La sfida per i sindaci di Frosinone e Latina sarà ora quella di presentare progetti validi e cantierabili in tempi brevi. La Regione Lazio ha promesso un affiancamento tecnico per le amministrazioni più piccole che spesso soffrono di carenza di personale esperto nella progettazione europea e regionale.
Il messaggio di Righini è un segnale di attenzione verso territori che per anni si sono sentiti ai margini delle politiche romane. Con la ZES Unica alle porte e 6 milioni sul tavolo, il Basso Lazio ha l’occasione di riscrivere il proprio futuro industriale e sociale.
Alessandra Trotta (Giornalista e scrittrice)
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