Cassino in piazza per difendere lo stabilimento Stellantis e l’indotto del territorio. L’iniziativa, promossa dai sindacati, ha visto la partecipazione di rappresentanti nazionali, regionali, provinciali e comunali, tra cui Nicola Zingaretti, ex presidente della Regione Lazio, Francesco De Angelis, ex eurodeputato, e Daniele Leodori, vice presidente della Regione Lazio, mentre la presenza dei cittadini comuni è stata limitata. Il corteo, partito dal centro della città, aveva l’obiettivo di richiamare l’attenzione sulla situazione dello stabilimento e sulle conseguenze economiche per l’intero Cassinate.
La situazione dello stabilimento
Negli ultimi anni, la produzione dello stabilimento ha subito un ridimensionamento significativo: dai picchi di oltre 135 mila vetture realizzate nel 2017 si è passati a circa 18-20 mila unità nel 2025. L’occupazione è quasi dimezzata, passando dai circa 4.500 lavoratori del 2019 agli attuali 2.200-2.400, con circa 250 uscite incentivate nell’ultimo anno. I dipendenti rimasti affrontano cassa integrazione, contratti di solidarietà e continui fermi degli impianti. Anche l’indotto locale, costituito da aziende fornitrici e servizi collegati, registra difficoltà crescenti.
Le dichiarazioni dei protagonisti
La consigliera regionale del PD, Sara Battisti, ha dichiarato: “Questa manifestazione non riguarda solo i posti di lavoro della fabbrica, ma l’intero ecosistema economico del territorio: l’indotto, i negozi, i servizi, le famiglie. Serve ricostruire un senso di comunità, altrimenti ogni mobilitazione rischia di essere simbolica. La straordinaria partecipazione dei lavoratori è un segnale chiaro: il territorio non può essere lasciato solo. Le tempistiche degli investimenti non possono essere scollegate dalla tenuta sociale dei territori. Saremo sempre accanto ai lavoratori, oggi e nei prossimi mesi, per difendere lavoro e futuro di un intero territorio”.
Per Vittorio Celletti, presidente di Unindustria Cassino:
“Noi ci siamo perché si tratta di una manifestazione di proposta. Stellantis ha un ruolo importante, ma altrettanto importante è il ruolo dell’indotto, che oggi è in sofferenza. La capacità di innovare garantita dall’indotto cassinate è strategica. Invitiamo Stellantis a osservare il contesto in cui agisce: il Lazio Meridionale è ideale non solo per la logistica, ma anche per un capitale umano capace di guardare al futuro, grazie all’Università di Cassino e del Lazio Meridionale. L’auto del futuro richiede un ecosistema, e Cassino ha questo capitale umano”. Il presidente del PD Lazio, Francesco De Angelis, ex eurodeputato, ha aggiunto: “Negli ultimi anni la produzione dello stabilimento è crollata e l’occupazione è quasi dimezzata. Lo stabilimento opera su un turno unico da anni e nel 2025 è rimasto fermo per oltre 100 giorni.
L’indotto locale soffre, con centinaia di lavoratori coinvolti. Non siamo di fronte a una fase congiunturale, ma a un progressivo arretramento industriale che va fermato subito. Servono impegni concreti, investimenti e una strategia precisa per Cassino. Serve unità istituzionale e politica: solo presentandoci uniti possiamo ottenere risposte credibili e difendere lavoro, imprese e comunità”. La consigliera regionale Marta Bonafoni ha sottolineato: “È stato un dovere civile prima che politico essere presenti alla manifestazione. Cassino e il cassinate hanno risposto in maniera potente, ma la vertenza non è solo locale. Serve uno scatto vero del Governo e della Regione Lazio, prima che sia troppo tardi. Serve aprire subito un tavolo di confronto con la proprietà, i sindacati e i sindaci del territorio”.
Alla manifestazione hanno preso parte i rappresentanti dei sindacati nazionali e regionali, amministratori comunali e provinciali, e delegati delle istituzioni nazionali. La partecipazione dei cittadini dei comuni circostanti è stata invece limitata, evidenziando la distanza tra la comunità locale e la vertenza industriale, pur senza ridurre la portata della mobilitazione.
Il messaggio della giornata
La manifestazione ha avuto un forte valore simbolico e di visibilità, richiamando l’attenzione sulla crisi produttiva dello stabilimento, sugli effetti sull’occupazione e sulla necessità di sostenere l’intero indotto. Sindacati e istituzioni hanno ribadito la necessità di garantire continuità produttiva, investimenti mirati e sostegno al territorio, mentre il territorio continua a attendere risposte concrete.
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