Non si puo’ morire di lavoro. Cecere : “Trasformare l’emergenza in azione concreta”

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Dolore, indignazione e una richiesta precisa alle istituzioni: trasformare l’emergenza in azione concreta. È il messaggio che Fillea CGIL, Filca CISL e Feneal UIL hanno portato questa mattina davanti alla Prefettura di Latina, con otto ore di sciopero e un presidio partecipato da numerosi lavoratori, delegati sindacali e segretari generali provinciali delle tre organizzazioni confederali. Una delegazione è stata ricevuta dal Prefetto di Latina Vittoria Ciaramella, al quale sono state rappresentate le profonde preoccupazioni del mondo del lavoro e la necessità di rafforzare prevenzione, controlli e cultura della sicurezza.

Il Segretario Generale Filca Cisl Latina Francesco Indelicato ha tracciato la direzione: «Occorre rafforzare la prevenzione nei cantieri e in tutti i luoghi di lavoro ad alto rischio. Nel settore delle costruzioni la sicurezza deve essere il primo cantiere da aprire ogni giorno. È indispensabile investire nella formazione continua, nella qualificazione delle imprese e nel rigoroso rispetto delle norme, perché nessun lavoro può valere la vita di una persona. Le tragedie che hanno colpito il nostro territorio impongono a tutti — istituzioni, imprese e parti sociali — un’assunzione di responsabilità concreta per impedire che simili eventi si ripetano».

La voce più dura contro il mondo imprenditoriale è quella di Roberto Cecere, Segretario Generale della CISL Latina: «Le imprese devono recuperare fino in fondo la propria funzione di responsabilità sociale. La sicurezza non può essere considerata un costo da comprimere, ma un investimento irrinunciabile sulla vita e sulla dignità delle persone. Ogni azienda ha il dovere di farsi carico della salute e della sicurezza dei propri lavoratori, perché quando la sicurezza diminuisce può aumentare il profitto nell’immediato, ma il prezzo che si paga è inaccettabile: la perdita di vite umane».

Cecere ha inoltre evidenziato i limiti di un approccio basato esclusivamente sui controlli: «I controlli sono indispensabili, ma da soli non bastano. Occorre costruire una vera unità di intenti tra istituzioni, organizzazioni datoriali e sindacato. Solo una collaborazione stabile, fondata sulla prevenzione, sulla formazione, sul dialogo e sulla condivisione delle responsabilità può incidere concretamente su un fenomeno che continua a mietere vittime. La sicurezza deve diventare un valore condiviso e un obiettivo comune».

Le organizzazioni sindacali hanno ribadito al Prefetto la richiesta di rafforzare il coordinamento territoriale tra tutti i soggetti competenti, promuovendo un confronto permanente che coinvolga istituzioni, enti di vigilanza, associazioni datoriali e parti sociali. «La mobilitazione odierna rappresenta un messaggio chiaro: il lavoro non può continuare a essere causa di morte. È necessario un cambio di passo culturale oltre che organizzativo, nel quale la tutela della vita venga posta al centro di ogni scelta produttiva».


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