Da secoli viene definita barocca ogni opera d’arte che, per i suoi caratteri di grandiosità, di eccesso di decorazioni, di ricerca di effetti prospettici, colpisce l’immaginazione con soluzioni insolite e originali, considerate strane e stravaganti. Valeria Della Valle
Il Barocco è una corrente artistica, un indirizzo stilistico che si sviluppò a Roma durante il secondo e terzo decennio del Seicento per poi diffondersi in tutta Europa e nell’America latina con caratteristiche coerenti e omogenee, pur in una grande varietà di tendenze e di espressioni. Ha scritto l’architetto Paolo Portoghesi che «l’arte barocca si orienta verso la persuasiva sollecitazione di sentimenti e affetti e l’avvicinamento tra la realtà osservata nella sua crudezza e il sogno inteso come svelamento dell’interiorità».
Le principali ed essenziali caratteristiche del Barocco, come movimento artistico, sono una nuova concezione dello spazio (come entità infinita e in divenire), il dinamismo delle forme, la vitalità delle composizioni, l’esuberanza decorativa, la gestualità esasperata e teatrale delle figure, l’illusionismo, il virtuosismo compositivo di forme e colori, il gusto bizzarro per le decorazioni, gli effetti scenografici e l’integrazione tra le arti. L’arte barocca mira a stupire, a commuovere e a coinvolgere emotivamente lo spettatore puntando sull’immaginazione.
La straordinaria forza persuasiva e propagandistica del linguaggio barocco, alimentata dal gusto della magniloquenza e per gli effetti grandiosi e scenografici, fu utilizzata sia dalla Chiesa cattolica sia dalle monarchie assolute europee per affermare il proprio primato e la propria autorità in campo religioso e politico.
Il termine barocco fu usato per la prima volta con implicazioni negative e derisorie dalla critica dell’arte del Settecento in ambito illuministico. Il gusto barocco fu giudicato irrazionale e ridondante, anticlassico e capriccioso, pesante ed esagerato. Gli intellettuali del Neoclassicismo non approvavano il gusto barocco ritenuto irregolare e vuoto. La rivalutazione di questo movimento incominciò dalla fine dell’Ottocento, quando si riesaminò, in maniera più oggettiva, il suo effettivo valore storico e culturale. Il barocco fu riscoperto nel quadro della più generale riconsiderazione delle correnti irrazionalistiche dell’arte europea promossa in Germania da Nietzsche e da Wagner e in Francia dai pittori come Delacroix e dai poeti come Baudelaire che riscoprirono Rubens e altri importanti artisti del Seicento. L’interesse degli studiosi per l’arte barocco, che si configura come una straordinaria civiltà dell’immagine, ha trovato riscontro anche nel secolo scorso nelle analisi di semiologi e scienziati della comunicazione perché hanno individuato stringenti analogie con la nostra epoca, caratterizzata dal primato della comunicazione per immagini e da una ricerca formale, estetica diffusa in diversi ambiti della vita comunitaria: dalla moda alla pubblicità, dall’informazione ai comportamenti quotidiani.
L’arte barocca, nei suoi diversi aspetti architettonici, scultorei e pittorici, letterari, musicali e teatrali, era finalizzata a persuadere e sedurre, a meravigliare e stupire analogamente alla poesia e alla letteratura e al teatro coevi e fu capace di muoversi in sintonia con lo sviluppo della scienza e della filosofia del tempo, anticipando o utilizzando la ricerca, le scoperte e le ipotesi che si fecero strada nella contemporaneità.
L’arte barocca, dopo il manierismo, nel recuperare il principio classico dell’arte come mimesis (imitazione della realtà naturale), si affermò non più come tecnica finalizzata a conoscere il mondo, ma come efficace strumento per comunicare desideri, emozioni visive, sentimenti e passioni. L’opera artistica barocca agisce sull’emotività dello spettatore, mettendo in scena il verosimile dimostrando che nulla è precluso all’immaginazione e che anche ciò che è reale è possibile, credibile e comunicabile, e può dunque diventare realtà. Lo stile barocco si espresse nelle diverse forme dell’architettura, scultura e pittura. Nell’architettura si manifestò come liberazione da ogni regola e come ricerca di forme nuove e fantasiose. Lo spazio barocco dinamico, a differenza di quello rinascimentale, è delimitato da linee, curve, concave o convesse ed è scenografico. Nella scultura, essenzialmente decorativa, predominano i volumi mossi e aperti, le composizioni fastose e movimentate, la ricerca di effetti stupefacenti. Nella pittura gli elementi tipici del linguaggio sono le pennellate larghe e rapide, i colori caldi, gli accesi contrasti cromatici, la morbidezza, la sensualità e il ricorso all’allegoria.
I maggiori rappresenti dell’arte barocca all’inizio del Seicento furono: Caravaggio, Rubens, El Greco e poi Bernini, Francesco Borromini, Velázquez, Pietro da Cortona e Rembrandt, ai quali si aggiunsero più tardi Guarino Guarini e Jan Vermeer. Lo storico dell’arte Tommaso Montanari ha scritto: «Il barocco definisce un’epoca, un’estetica e una sensibilità che si svolgono nel secolo di Caravaggio e Rubens, di Bernini e Borromini, di Poussin e Velázquez». Caravaggio e Rubens, artisti di indiscussa grandezza, furono i battistrada, i precursori dell’arte nuova nata dopo le incertezze, l’inquietudine e le spregiudicate avventure del manierismo. Il primo, Michelangelo Merisi, con la sua pittura inaugurò lo sguardo penetrante che mise a contrasto realtà tangibile e mondo spirituale, il secondo esaltò senza freni il movimento avvolgente e la corporeità.
Le biografie di molti artisti del periodo barocco furono raccolte ne Le vite dei Pittori, Scrittori e Architetti moderni (1672) dall’antiquario Pietro Bellori, il commissario pontificio delle antichità di Roma, il più grande storiografo dell’arte del Seicento. In questa interessantissima opera, immaginata come una forma di continuazione delle Vite di Giorgio Vasari, il Bellori esprime con acutezza giudizi su molti grandi artisti italiani del tempo, come Caravaggio, Annibale Carracci e altri, e anche su artisti stranieri che soggiornarono in Italia, come Rubens e Anton 1Van Dyck.
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