A Ponza ricordano il tentativo di record di Stefano Makula, morto a 68 anni, apneista e 28 volte primatista mondiale in più specialità, una leggenda dello sport. Considerato uno dei grandi dell’apnea, insieme a Enzo Maiorca e a Jacques Mayol, ha iniziato la carriera nel 1977. Il suo primo record risale a un anno dopo. Da lì i suoi risultati in assetto fisso e in assetto variabile sono andati in crescendo. Nel 1989 a Ponza ha un brutto incidente: era il 21 ottobre e quel giorno era previsto un nuovo record di profondità a ben 110 metri. Makula ha raggiunto la profondità massima ma a causa di un problema di compensazione è stato costretto a risalire a venti metri. A quel punto è svenuto. Il suo cuore ha smesso di battere, ma l’intervento pronto ed eccellente dello staff sanitario gli ha salvato la vita. Il campione ha interrotto la sua attività per un lungo periodo, poi ha prevalso la resilienza per specializzarsi in altre sfide di apnea, come quella orizzontale. Makula guardava avanti, volava alto, gli piacevano le sfide e aiutava i più deboli, in particolare i disabili in piscina e in mare. Conosceva bene i suoi limiti e le sue forze, un esempio per tutti.
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